Asso­ci­azione Nazionale Par­ti­giani d’Italia

Sezione di Montignoso

Museo Linea Gotica

Leggi tutto

La strage di Natale del 1944

Il bom­bar­da­mento di Natale

… sono le 10,30 del 25 dicem­bre 1944, giorno di Natale. Da un paio di giorni non ci sono bom­bar­da­menti sopra il paese già dila­ni­ato da più di tre mesi di pre­senza del fronte di guerra. Forse la solen­nità reli­giosa ha spinto i due eserciti con­trap­posti ad una tregua come era già accaduto in pas­sato. Questa sper­anza ha spinto la comu­nità dei sopravvis­suti ad uscire dai pro­pri frag­ili nascondigli e a riu­nirsi in chiesa. Ma non è che un’illusione. D’improvviso un sordo bron­to­lio fa trasalire gli abi­tanti che pre­oc­cu­pati alzano lo sguardo verso l’alto. Quat­tro bom­bardieri amer­i­cani stanno com­pi­endo due lenti giri di per­lus­trazione su Mon­tig­noso poi si dispon­gono sopra le alture del Monte Fol­go­rito e, come rapaci sparvieri, piom­bano a valle scar­i­cando il loro arse­nale di morte sulle pic­cole frazioni di Vietina, Piazza, Borghetto, Gab­biano, Pal­men­zone, Serra ucci­dendo all’istante alcune decine di per­sone che sono uscite dalla chiesa di San Vito dove è ter­mi­nata la fun­zione reli­giosa. Non si scor­gono for­mazioni mil­i­tari nemiche, i punti di mag­giore pre­senza dei tedeschi si trovano infatti sul Monte Fol­go­rito men­tre i “repub­bli­chini” sono attes­tati con gli alpini della Mon­terosa nella vic­ina Garfag­nana, sul Monte Altissimo. Sulla frazione di Piazza, all’interno della Villa Schiff Giorgini vi è il comando tedesco che rac­coglie non più di una ventina di mil­i­tari. Il grosso dell’esercito tedesco è da un’altra parte, sulla zona di La Spezia, a pro­tezione dei bunker nascosti sulle alture di Mon­temar­cello dove i can­noni a lunga git­tata sputano in con­ti­nu­ità bombe oltre la Linea Got­ica, sull’alta Ver­silia e sulla zona del fiume Ser­chio tra Viareg­gio e Pisa. Quali par­ti­co­lari infor­mazioni hanno rice­vuto gli “alleati” anglo-​americani per decidere nel giorno di natale di colpire con quella inusi­tata vio­lenza le pic­cole frazioni di Mon­tig­noso? C’è chi afferma che da qualche giorno, pro­prio nella zona di Gab­biano, fos­sero state instal­late 3 bat­terie tedesche pronte ad entrare in fun­zione. In tal caso è ipo­tiz­z­abile che gli alleati ne fos­sero stati infor­mati e avessero pro­gram­mato la loro dis­truzione senza tut­tavia colpirle ma provo­cando invece quella dram­mat­ica strage.

25 Dicem­bre 1944

Il 25 dicem­bre 1944 la festa del Natale cade di lunedì. Sul luogo mag­gior­mente col­pito della frazione di Piazza per­dono la vita 38 per­sone e altre decine restano ferite. La mag­gior parte di esse si è rifu­giata in un fos­sato che scende dall’Acquarella al Gab­biano. Dopo questo fatto la gente ha defin­i­ti­va­mente abban­do­nato la Piazza rifu­gian­dosi più in alto nelle frazioni di Sant’Eustachio e di Cer­reto e nelle gelide grotte sit­u­ate nella zona denom­i­nata “balze dell’Inferno”.

La Lapide col­lo­cata in local­ità Gabbiano

BOM­BAR­DA­MENTO AEREO ALLEATO DEL NATALE 1944

Il Popolo di Mon­tig­noso pone

a ricordo perenne e a monito con­tro ogni guerra

LE VIT­TIME

1-​BENASSI NATALINA mamma anni 46

2-​BRACONI CESA­RINA figlia anni 15

3-​BERTAGNA ADRI­ANO babbo anni 35

4-​MORSETTI IDA IRIDE mamma anni 38

5-​BERTAGNA CLAU­DIO figlio anni 14

6-​BERTAGNA MAR­TINA figlia anni 11

7-​BERTAGNA ADRI­ANA figlia anni 5

8-​BERTAGNA ROSA figlia giorni 4

9-​BENASSI ROSA nonna anni 61

10-​BRUNI GIU­LIANO nipote anni 1

11-​DEL GIU­DICE CAR­LOTTA nonna anni 74

12-​FERRARI MARIA mamma anni 27

13-​FRANCESCONI MAR­CELLA figlia anni 2

14-​TENERINI CARMELINDA nonna anni 47

15-​FRANCESCONI ANNA anni 67

16-​GHIO LUIGI PIETRO mar­ito anni 58

17-​ANTONI VIR­GINIA MARIA moglie anni 47

18-​GIANFRANCESCHI ALBERTO (Par­ti­giano) anni 55

19-​GIANFRANCESCHI NATALINA anni 31

20-​GUIDI LINO babbo anni 47

21-​GUIDI PIERO figlio anni 8

22-​GUIDI VIN­CENZO anni 39

23-​LENZETTI EUGE­NIO babbo anni 54

24-​BICCHIERI SOFIA mamma anni 47

25-​LENZETTI MARIA figlia anni 12

26-​LENZETTI PIETRO figlio anni 10

27-​LEONARDI MAR­TINA anni 46

28-​MICHELI VALE­RIA mamma anni 22

29-​PODESTA’ M. ANTONI­ETTA figlia mesi 8

30-​GIANFRANCESCHI ASSUNTA nonna anni 45

31-​ORLANDI GIO­VANNI anni 62

32-​PETRACCI AZE­LIO (Par­ti­giano) babbo anni 36

33-​DEL GIU­DICE ALESSAN­DRA mamma anni 36

34-​PETRACCI MARIA ROSA figlia anni 10

35-​DEL GIU­DICE SAN­TUC­CIO nonno anni 65

36-​PUCCIARELLI EDVIGE anni 59

37-​RAFFAELLI ANGELA anni 40

38-​TARABELLA ABRAMO anni 82

A.N.P.I. Ammin­is­trazione Comunale

Mon­tig­noso, 8 Aprile 2015


GEN­NAIO 1894, I MOTI DI LUNIGIANA

Alcuni storici come Gino Vat­teroni e Anto­nio Labri­ola hanno inser­ito i Moti di Luni­giana in un più vasto prog­etto insur­rezionale nazionale all’interno del quale il movi­mento anar­chico car­rarese doveva rap­p­re­sentare il brac­cio oper­a­tivo locale.

Al prog­etto riv­o­luzionario non sareb­bero stati estranei Michail Bakunin e Anna Kulis­cioff che, fre­quen­tando il ter­ri­to­rio apuano, incon­tra­vano spesso i gruppi di cava­tori. L’area apuana era fre­quen­tata anche da altre impor­tanti fig­ure del movi­mento anar­chico e lib­er­tario ital­iano e toscano come Carlo Cafiero, Errico Malat­esta, Pietro Gori, Luigi Gal­leani, Paolo Schic­chi, Luigi Moli­nari.

La tesi di un col­lega­mento tra i Fasci sicil­iani e i Moti nella provin­cia apuana era stata accolta dai Tri­bunali Mil­i­tari di Guerra che il gov­erno pre­sieduto da Francesco Crispi aveva isti­tu­ito per sof­fo­care sul nascere le spinte ribel­lis­tiche che avreb­bero potuto incen­di­are il ter­ri­to­rio nazionale.

Sec­ondo lo storico locale Anto­nio Bernieri la riv­olta era stata frutto di spon­taneità per­ché “ … non soltanto man­cava un piano insur­rezionale ma man­cava anche la coscienza dei fini che si vol­e­vano perseguire …”. Una cosa sem­bra asso­data: l’area apuana era in pieno fer­mento a causa della pro­fonda crisi eco­nom­ica seguita all’unificazione del Paese che Casa Savoia non aveva avuto la capac­ità di ben gov­ernare; alla crisi si som­ma­vano le con­dizioni duris­sime nelle quali si trova­vano i lavo­ra­tori e i con­ta­dini car­raresi il cui spir­ito di indipen­denza e di autono­mia traeva orig­ine dalla sec­o­lare pre­senza delle Vicinanze.

La Vic­i­nanza rap­p­re­sen­tava una par­ti­co­lare entità politico-​amministrativa delle frazioni di Car­rara carat­ter­iz­zata da “beni pro­pri col­let­tivi, par­ità di diritti politici e civili fra gli abi­tanti, assenza di un cen­tro urbano con pre­m­i­nenza polit­ica, assem­blee for­mate dai rap­p­re­sen­tanti di tutte le comu­nità, uffici fed­er­ali”.

Nella zona di Avenza quel senso di indipen­denza si univa all’individualismo pro­prio dei con­ta­dini e dava forma e sostanza ad una diver­sità sociale con Car­rara e i suoi paesi a monte che spesso sfo­ci­ava in rival­ità; essa aveva mar­cato per decenni la dif­ferenza di carat­tere fra gli aven­zini e i car­raresi che si avvertiva anche nel dialetto.

Le Vic­i­nanze si erano pro­tratte fino all’occupazione francese (18051815) cos­tituendo un ele­mento fon­da­men­tale per la nascita di un forte senso lib­er­tario. La loro abo­lizione avvenuta nel 1812 con un decreto del Principe di Car­rara Felice Bacioc­chi, mar­ito di Elisa Bona­parte, aveva provo­cato la rap­ida espan­sione della borgh­e­sia impren­di­to­ri­ale carrarese.

Sec­ondo Anto­nio Bernieri i moti del 1894 (conosciuti anche come Moti di Luni­giana) “non furono sem­plice­mente un ten­ta­tivo di riv­olta anar­chica ma qual­cosa di molto più com­p­lesso sia per la parte­ci­pazione delle varie ten­denze operaie che per l’appoggio della massa popo­lare”. Repub­bli­cani, social­isti, anar­chici si trovarono assieme nella protesta con­tro le autorità cos­ti­tu­ite e con­tro la mis­e­ria, il lavoro mal pagato, la man­canza di pro­tezione mutu­al­is­tica dagli infor­tuni sul lavoro e di ogni garanzia pensionistica.

Nel 1892 era esplosa la rab­bia dei car­raresi che, in segno di protesta, ave­vano boicot­tato le elezioni politiche cos­ic­ché, come scritto dallo storico Lorenzo Gestri, “solo 80 espressero il loro voto, su 4.678 aventi diritto”.

La dura repres­sione che il gov­erno Crispi aveva messo in atto a Palermo con­tro i Fasci dei lavo­ra­tori aveva spinto repub­bli­cani, social­isti e anar­chici a rea­gire pro­muovendo per il 13 gen­naio 1894 pro­prio a Car­rara una man­i­fes­tazione di protesta su cui dove­vano con­verg­ere le popo­lazioni dell’intera regione. Ma il gov­erno non aveva trovato di meglio che usare il pugno duro cos­ic­ché “ … quando a Car­rara e ad Avenza la folla vociante incon­tra la reazione sproposi­tata delle forze dell’ordine, e ne nasce il primo con­flitto a fuoco, i dimostranti, anziché dis­perdersi, pren­dono la via dei monti e delle cam­pagne, seg­nando l’inizio dei moti”.

Uno dei più duri scon­tri tra riv­oltosi e forza pub­blica era avvenuto ad Avenza, roc­caforte del par­tito repub­bli­cano. Pro­prio Avenza il 13 gen­naio 1894 un cara­biniere ed un dimostrante cad­dero uccisi sul ponte del Car­rione ed altri furono i feriti.

La vio­lenta reazione dell’autorità polit­ica era cul­mi­nata con la procla­mazione dello stato d’assedio nell’intera provin­cia e con l’istituzione dei tri­bunali mil­i­tari. Il 16 gen­naio il gen­erale degli alpini Nicola Heusch veniva nom­i­nato com­mis­sario stra­or­di­nario ricevendo il plauso del Sin­daco repub­bli­cano di Car­rara, Gero­lamo Ratto, e del dep­u­tato Sil­vio Peller­ano sec­ondo il quale il com­por­ta­mento delle autorità era stato addirit­tura “troppo debole”. L’altro dep­u­tato repub­bli­cano, il mon­tig­nosino Carlo Sforza, aveva definito i riv­oltosi come ani­mati “dall’istinto di rap­ina e di sangue”.

Gli arresti si erano con­cen­trati sui «sovver­sivi» sulla base di liste for­nite dalle autorità di pub­blica sicurezza.

La repres­sione fu duris­sima: furono denun­ci­ate 680 per­sone. Nell’arco di tre mesi il Tri­bunale Mil­itare di Guerra aveva cel­e­brato 208 pro­cessi che si erano con­clusi con ben 464 con­danne a pene vari­anti da uno a trent’anni di reclu­sione per un totale di oltre 2.500 anni di carcere.

Tra le con­danne più pesanti aveva fatto scal­pore quella di 23 anni com­mi­nata all’avvocato Luigi Moli­nari che, pur non avendo parte­ci­pato ai “moti”, era stato accusato di essere l’istigatore della riv­olta per­ché l’anno prece­dente aveva tenuto una serie di con­ferenze nella provin­cia di Massa Car­rara. Moli­nari era stato amnis­tiato l’anno dopo in seguito ad una forte protesta popo­lare in suo favore.

Qui di seguito ripor­ti­amo il lungo elenco dei con­dan­nati dal Tri­bunale Militare.

(Per questa ricerca ci siamo avvalsi di infor­mazioni tratte da “Cap­i­tal­ismo e classe operaia in provin­cia di Massa Car­rara” di Lorenzo Gestri; “Dai paesi dell’anarchia” di Cec­ca­rdo Roc­catagli­ata Cec­ca­rdi; “Sto­ria di Car­rara mod­erna” di Anto­nio Bernieri; “Reso­conto dei pro­cessi per i fatti accaduti nella provin­cia di Massa e Carrara-​1894” di Beni­amino Gemignani).

I PRO­CESSI E LE CONDANNE

  1. Alberti Gio­vanni di Paolo, nato a Forno (Massa), cava­tore. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  2. Alber­tosi Pietro, anni 19, di Avenza, con­tadino. Anni 9 di reclu­sione con 18 mesi di segregazione.
  3. Alessan­dri Abele fu Michele, di Casola. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  4. Alibani Ono­rio di Gio­vanni, di anni 22, di Avenza, stradino. Non luogo a procedere.
  5. Ambrosini Enea di Pietro, di anni 19, di Car­rara, cava­tore. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  6. Andreani Alfonso di David, di Ortonovo (SP). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  7. Andreani Davide fu Giuseppe, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  8. Andreani Gior­gio fu Carlo, di anni 30, nato a Fos­sola, cava­tore. Mesi 18 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  9. Andreani Giulio fu Felice, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  10. Andreani Giulio fu Carlo, di anni 30, nato a Fos­sola, cava­tore. Mesi 18 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  11. Andreani Pietro di David, di Ortonovo (SP). Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  12. Andreani Rosario fu Pietro, di Bedi­z­zano. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  13. Andreani Uranio fu Felice, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  14. Angelini Angelo fu Ranieri, di Ten­dola. Assolto.
  15. Angelini Pietro fu Francesco, di Fos­di­novo. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  16. Angeloni Oreste di Giuseppe, di Car­rara. Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  17. Angelotti Benedetto, di Massa. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  18. Antog­noli Domenico, anni 37, di Casette. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  19. Antoni­etti Anni­bale di Abramo, anni 35, nato a Car­rara, cava­tore. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  20. Antoni­etti Pasquale di Gio­vanni, anni 39, di Casano, con­tadino. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  21. Antoni­etti Rizieri fu Agostino, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di seg­regazione, 5 anni senza diritti civili.
  22. Apol­loni Sabatino, di Car­rara. 15 mesi di reclu­sione di cui 6 di segregazione
  23. Arata Augusto di Emanuele, di Car­rara. Anni 30 di reclu­sione; inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  24. Arata Giuseppe, lati­tante. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  25. Arata Pom­peo fu Lorenzo, di anni 24, di Car­rara. Anni 14 di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  26. Attuoni Anto­nio di Vin­cenzo, di anni 27, di Bedi­z­zano. Anni 12 di reclu­sione con 28 mesi di segregazione.
  27. Bac­chini Arturo di Francesco, di anni 17, nato a Mon­ti­cello (Lecco), mug­naio. Non luogo a procedere.
  28. Bacci Ste­fano di Beni­amino, anni 26, nato a Ripa, brac­ciante. Mesi 3 di segregazione.
  29. Bac­ci­oli Carlo nato a Fontia. Anni 1 e 6 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  30. Bac­ci­oli Elvino di Francesco, di Fontia. Assolto.
  31. Bac­ci­oli Pietro, nato a Fontia. Anni 1 e 6 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  32. Bal­dini Angelo, di Car­rara. Anni 15 di reclu­sione con 2,5 anni di segregazione.
  33. Bal­dini For­tu­nato di Francesco (di anni 23), nato a Querc­eta, liz­za­tore. Anni 3 (16 mesi di segregazione).
  34. Bal­dini Francesco di Gio­vanni, di anni 34, nato a Massa, con­tadino. Anni 2 con 6 mesi di segregazione.
  35. Bal­loni Giuseppe di Michele. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  36. Bal­loni Torquato di Leone, di Massa. Assolto.
  37. Ban­chini Bar­tolo fu Andrea, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  38. Barac­chini G. Bat­tista, di Car­rara. Anni 14 di reclu­sione con 28 mesi di segregazione
  39. Barat­tini Egisto, nato a Sorgnano. Anni 1 e 3 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  40. Bar­bi­eri Andrea di Michele, di anni 27, di Grag­nana, cava­tore. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  41. Bar­chini Gio­vanni fu Domenico, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  42. Bar­dini Isidoro, di Fos­di­novo. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  43. Bar­dini Primo, di Fos­di­novo. Anni 1 e 9 mesi di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  44. Bar­sotti Ari­o­dante. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  45. Bar­toli Emilio di Luigi, anni 20, da Car­rara, faleg­name. Anni 9 e 2 mesi di reclu­sione con 18 mesi di segregazione.
  46. Bar­toli Rizieri di Luigi, di anni 23, di Car­rara, for­naio. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  47. Batolla Cesare (latitante).
  48. Battaglia Gio­vanni fu Anto­nio, di anni 32, di Fos­di­novo. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  49. Bat­tis­tini Domenico di Bat­tista, di anni 35, di Torano. Assolto.
  50. Bat­tis­tini Pietro fu Giuseppe, di Casola. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  51. Bedini Abramo di Michele, di anni 27, di Grag­nana, cava­tore. Assolto.
  52. Bellé Oreste di Luigi, di anni 17, di Avenza. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  53. Bel­le­goni Andrea, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione e inter­dizione dai pub­blici uffici.
  54. Bel­le­goni Edoardo fu Domenico, di anni 46, di Avenza. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  55. Bel­le­goni Ste­fano fu Giro­lamo. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  56. Belli Rinaldo fu Giuseppe, di anni 35, nato a Massa, pesca­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  57. Bellini Andrea fu Pietro, anni 18, Bonascola. Anni 8 e mesi 9 di reclu­sione con 17 mesi e 15 giorni di segregazione.
  58. Berluc­chi Carlo fu Anto­nio, anni 30, Car­rara, cava­tore. Mesi 10 di cui 6 di seg­regazione, inter­dizione dei diritti civili.
  59. Berluc­chi Giulio fu Francesco, di Bedi­z­zano. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  60. Bernardo Sime­donte di Fil­ippo, di Mis­eglia. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  61. Bernacca Alberto di Pietro, anni 37, di Bedi­z­zano. Anni 3 e 9 mesi di reclusione,7 mesi e 3 giorni di segregazione.
  62. Bernacca Pel­le­grino di Gia­como, di Codena. Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  63. Bernar­dini Anto­nio fu Carlo, di anni 24, di Car­rara. Anni 13 di reclu­sione con 26 mesi di segregazione.
  64. Bertac­chi Idam di Daniele, anni 19, di Ser­avezza, domi­cil­iato Car­rara. Anni 6 di reclusione,12 mesi segregazione.
  65. Bertagnini Ercole di Pasquale, anni 16, nato a Car­rara, cava­tore. Mesi sette di reclu­sione con 6 di segregazione.
  66. Bertani Ubaldo di Ire­neo, di anni 27, di Codena. Anni 10 di reclu­sione con 40 mesi di segregazione.
  67. Bertani Zef­firino di Andrea, di anni 29, nato a Codena, cava­tore. Anni 4 di reclu­sione con mesi 14 di segregazione
  68. Berti Davide, di Mon­tig­noso. Assolto.
  69. Bertieri Enrico di Can­dido, Naz­zano, con­tadino. Anni 10 di reclu­sione e 20 mesi di segregazione.
  70. Bertolli Oreste di Lorenzo, anni 20, nato a Pisa, scalpellino. Anni 9 e m. 2 di reclu­sione e 18 mesi di segregazione.
  71. Bertolini Domenico fu Giuseppe, di anni 29, di Avenza. Anni 9 di reclu­sione con 18 mesi di segregazione.
  72. Bertolini Mas­si­m­il­iano, anni 39, di Car­rara, cava­tore. Assolto.
  73. Bertoloni San­tino, di Avenza. Anni 4 con inter­dizione dai pub­blici uffici
  74. Bertuc­celli Gior­gio fu Francesco, di Forno (Massa). Assolto per inesistenza di reato.
  75. Bev­erini Francesco di Michele, di Fos­di­novo. Assolto
  76. Biagini Giulio fu Francesco, di Bedi­z­zano. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  77. Bianchi Alessan­dro fu Francesco, anni 30, Raglia (Car­rara). Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  78. Bianchi Andrea fu Domenico, anni 33, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  79. Bianchi Angelo di anni 40, di Massa, capo­mas­tro. Anni 1,5 di reclu­sione con sei mesi di segregazione .
  80. Bianchi Bar­tolo, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  81. Bianchi Gio­vanni, di Avenza. Anni 3 di reclu­sione con 8 mesi di seg­regazione.
  82. Bigazzi Alcide di Fil­ippo. Anni 25 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  83. Bigi Ernesto, di Car­rara. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  84. Big­ini Luigi di Natale, di anni 28, di Massa. Assolto.
  85. Binelli Cor­rado di Bar­tolomeo. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  86. Bini Domenico, di Massa. Anni 4 (16 mesi di segregazione).
  87. Biselli Carlo fu Gre­go­rio, di anni 47, di Grag­nana, cal­zo­laio. Anni 6 di reclu­sione con 1 anno di segregazione
  88. Biselli Ettore di Carlo, di anni 27, di Grag­nana, cal­zo­laio. Anni 6 di reclu­sione con 1 anno di segregazione.
  89. Biz­zarri Gia­como di Domenico, di anni 29, di Avenza. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  90. Biz­zarri Isidoro di Gio­vanni, anni 32, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  91. Bona­cos­cia Giuseppe, di Massa. Anni 2 (4 mesi di segregazione).
  92. Bon­figli Carlo di Domenico, di Car­rara. Anni 3,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  93. Bon­figli Lorenzo di Bar­tolomeo, di anni 21, nato a Massa, mura­tore. Anni 2 con 6 mesi di segregazione.
  94. Bongi Antenore di Domenico, di anni 25, Bedi­z­zano. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  95. Bonini Giuseppe fu Pietro, di anni 29, nato a Resceto, liz­za­tore. Anni 8 (16 mesi di segregazione).
  96. Bon­nini Gio­vanni fu Pietro, di Forno (Massa). Assolto per insuf­fi­cienza di prove.
  97. Bonuc­celli Cesare di Angelo (Il Moro), di anni 28, di Torano. Anni 15 di reclu­sione con 30 mesi di segregazione.
  98. Bonuc­celli Diomede di Carlo, di anni 20, di Bedi­z­zano. Anni 2 e 6 mesi di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  99. Bor­digoni Giuseppe fu Pietro, di Car­rara. Assolto.
  100. Borgh­ini Adelindo di Francesco, anni 25, di Grag­nana, cava­tore. Anni 18 di reclu­sione con 3 anni di segregazione.
  101. Borgh­ini Francesco fu Vin­cenzo, anni 40, di Grag­nana, cava­tore. Assolto.
  102. Borgh­ini Giuseppe, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  103. Bor­gi­oli Lam­berto di Evaristo, di anni 20, di Car­rara. Anni 7 di reclu­sione con 14 mesi di segregazione.
  104. Botti Vitale, di Avenza. Anni 5 con inter­dizione dai pub­blici uffici.
  105. Braghizzi Ernesto di Luigi, anni 20, di Massa, res­i­dente a Pon­tec­i­mato, cava­tore. Anni 10 di reclu­sione e 2 di segregazione
  106. Brig­anti Fed­erico fu Giuseppe, di Avenza, car­ret­tiere. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di seg­regazione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici.
  107. Brizzi Cir­illo di Bat­tista, di anni 25, di Avenza. Anni 13 di reclu­sione con 26 mesi di segregazione.
  108. Brizzi Giuseppe fu Iacopo, di anni 52, di Avenza. Fer­ito e ricov­er­ato all’Ospedale di Car­rara. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  109. Brizzi Pietro di Domenico, di anni 25, di Pon­tec­i­mato. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  110. Brizzi Pietro di Giuseppe, di anni 26, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  111. Bruschi Edoardo di Francesco, di Ortonovo. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  112. Bruschi Egisto di Carlo, anni 16, di Fos­sone, con­tadino. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  113. Bruschi Emilio, nato a Fontia. Anni 1 e 6 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  114. Bruschi Mar­tino, nato a Fontia. Anni 1 e 6 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  115. Caffaggi Anto­nio di Valentino, di anni 24, di Bedi­z­zano. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  116. Caffaggi Domenico di Valentino, di anni 32, di Bedi­z­zano. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  117. Caffaggi Mar­tino di Lorenzo, di anni 27, nato a Bedi­z­zano, cava­tore. Anni 4 di reclu­sione con mesi 14 di segregazione.
  118. Cal­chini Napoleone fu Fer­di­nando. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  119. Camisani Pietro, di Fos­di­novo. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  120. Canapa Giuseppe di Francesco, di anni 23, nato a Car­rara, scul­tore. Mesi 8 di reclusione.
  121. Cantarelli Ste­fano di Pietro, di anni 35, nato ad Antona, liz­za­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con mesi 7 di segregazione
  122. Cappè Attilio di Francesco, di anni 27, di Ber­gi­ola. Assolto.
  123. Cap­pelli Paolo di Domenico, anni 20, di Castel­pog­gio, con­tadino. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con 7 mesi e 15 giorni di segregazione.
  124. Capuani Ettore fu Fortino, di Car­rara. Assolto.
  125. Car­bonargi Pietro fu Domenico, anni 33, domi­cil­iato a Car­rara, cava­tore. Assolto.
  126. Car­lesi Pasquale Oreste di Paolo, di anni 26, nato a Car­rara, cava­tore. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  127. Carusi Camillo, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  128. Carusi Emilio fu Cec­ca­rdo, di anni 40, scalpellino. Anni 2 e mesi 4 con 6 mesi di segregazione.
  129. Casani Angelo di Sigis­mondo, di Ortonovo. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  130. Casotti Isidoro di Bat­tista, di anni 38, di Antona, con­tadino. Mesi 22 di reclusione.
  131. Castagnini Anto­nio fu Quintino, di anni 34, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  132. Castagnini Carlo fu Quintino, di anni 33, nato a Grag­nana, scalpellino. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  133. Castè Carlo di Gior­gio, anni 21, di Fos­sone, con­tadino. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  134. Castel­poggi Pietro. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi e 10 giorni di segregazione.
  135. Cat­tani Carlo nato ad Aulla. Anni 1 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione
  136. Cec­ca­relli Domenico. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione
  137. Cec­chi Mas­simo di Gio­vanni, anni 20, da Car­rara, liz­za­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  138. Cecchinelli Emilio di Nico­lao, di anni 28, di Fos­sola, sega­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  139. Cec­copieri Ezio fu Angelo, di anni 29, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  140. Cer­ruti Michele di Paolo, di Car­rara. Assolto.
  141. Cervia Pietro di Domenico, di Nicola (Car­rara). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  142. Cervia Pietro di Giuseppe, di Nicola (Car­rara). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  143. Cibei Pietro fu Giulio, di anni 34, di Massa. Anni 11 e mezzo di reclu­sione con 23 mesi di segregazione.
  144. Cinotti Angelo fu Leopoldo, di anni 25, nato a Livorno, par­ruc­chiere. Anni 3 di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  145. Ciuf­fardi Armando fu Cec­ca­rdo, di anni 32, nato a Car­rara, cava­tore. Anni 1 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  146. Ciuf­fardi Giuseppe, di Fos­di­novo. Assolto.
  147. Ciuf­fardi Giuseppe di Gio­vanni, anni 30, di Fos­di­novo dimorante a Car­rara, con­tadino. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  148. Ciuf­fardi Paolo, di Fossola.
  149. Ciuf­fardi Pietro di Bat­tista, anni 33, dimorante a Fos­sone, con­tadino. Anni 9 di reclu­sione con 18 mesi di segregazione.
  150. Coc­chi Ernesto di Francesco, anni 34, res­i­dente a Car­rara, cava­tore. Assolto.
  151. Colombi Ubaldo di Giuseppe, di anni 26, nato a Bedi­z­zano. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  152. Col­oretti Pio fu Bia­gio. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  153. Con­serva Andrea fu Gio­vanni, anni 23, di Castel­pog­gio, con­tadino. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  154. Con­serva Anto­nio fu Carlo, di anni 30, nato a Grag­nana, cava­tore. Mesi 18 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  155. Con­serva Arturo fu Iacopo, di anni 28, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  156. Conti Alberto, di Fos­di­novo. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  157. Coppedè Ermete di Michele, di Stazzema (LU). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  158. Coppedè Ernesto, di Stazzema (LU). Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  159. Coppedè Giuseppe di Lorenzo, di Car­rara. Assolto.
  160. Cor­di­v­i­ola Gia­como, di Car­rara. Assolto.
  161. Corsi Davide di Nicodemo, di Ortonovo (SP). Anni 8 di reclu­sione con 4 mesi di segregazione.
  162. Corsi Gia­como vulgo Piat­tello, di Carrara.
  163. Corsi Giuseppe di Gio­vanni, anni 44, di Casano, brac­ciante. Anni 12 di reclu­sione con 2 anni di segregazione.
  164. Corsi Luigi di Agostino, di Ortonovo (SP). Anni 8 di reclu­sione con 4 mesi di segregazione.
  165. Corsini Cesare, di San Cec­ca­rdo (Car­rara). Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  166. Corsini Egisto di Augusto, di Codena. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  167. Corsini Ercole nato a Fontia. Assolto.
  168. Corsini Melchi­ade fu Paolo, di Ortonovo (SP). Anni 10 e mezzo di reclu­sione con 21 mesi di segregazione.
  169. Corsini Paolo fu Paolo, anni 29, da Fontia. Anni 1 e 1 mese di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  170. Costa Giuseppe di Iacopo, di anni 23, di Codena, cava­tore. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  171. Coz­zani Domenico di Domenico di anni 19 e mezzo, nato a La Spezia, fab­bro. Anni 3 (6 mesi di segregazione).
  172. Cricca Amil­care di Lodovico, di anni 20, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione
  173. Cricca Clemente di Fed­erico, di anni 19, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione
  174. Cricca Dante di Ovidio. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  175. Cricca Vin­cenzo di Francesco, anni 30, di Grag­nana. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  176. Cucur­nia Bernardo fu Carlo, di anni 37, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  177. Cucur­nia Mas­simo di Francesco. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  178. Da Pozzo Attilio di Giuseppe, di anni 16 e mezzo, nato a La Spezia, fab­bro. Assolto.
  179. Dazzi Celso Carlo fu Giuseppe, di Car­rara. Assolto.
  180. Dazzi Dante di Fer­di­nando, di Car­rara. Assolto.
  181. Dazzi Francesco, nato a Sorgnano. Anni 1 e 3 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  182. Dazzi Francesco di Anto­nio, di anni 24, di Sorgnano, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  183. Dazzi Primo di Anto­nio, anni 18, di Car­rara, cava­tore. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  184. De Fil­ippi Domenico di Giuseppe, anni 30, di Car­rara, lus­tra­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  185. De Santi Gio­vanni di Luca, anni 28, di Car­rara, lus­tra­tore. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  186. De Santi Raf­faele di Luca, anni 31, di Car­rara, for­naio. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  187. Del Fian­dra Anto­nio fu Domenico, di Codena. Assolto.
  188. Del Frate Arturo fu Andrea. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  189. Del Monte Pietro fu Giuseppe, di anni 28, Pon­tremoli, cava­tore. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di seg­regazione. Inter­dizione tem­po­ranea dai pub­blici uffici.
  190. Del Nero Sil­vio di Bar­tolomeo, di Mis­eglia. Assolto.
  191. Del Padrone Romano di Domenico, nato ad Avenza, mura­tore. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di seg­regazione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici.
  192. Del Vec­chio Odoardo, nato a Sorgnano. Anni 1 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  193. Dell’Amico Achille fu Michele, di anni 23, di Ber­gi­ola. Assolto.
  194. Dell’Amico Andrea fu Gio­vanni, di anni 35, di Ber­gi­ola. Assolto.
  195. Dell’Amico Andrea di Giuseppe, di anni 35, di Ber­gi­ola. Anni 6 di reclu­sione con mesi 19 di segregazione.
  196. Dell’Amico Ari­o­dante fu Michele, di anni 26, di Ber­gi­ola. Assolto.
  197. Dell’Amico Augusto di Fil­ippo, di anni 29, di Ber­gi­ola. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con 7 mesi e 3 giorni di segregazione.
  198. Dell’Amico Carlo fu Andrea, anni 31, di Car­rara, scalpellino. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  199. Dell’Amico Daniele di Giuseppe, di anni 30, di Ber­gi­ola. Anni 5 di reclu­sione con mesi 10 di segregazione
  200. Dell’Amico Daniele fu Francesco, di anni 30, di Ber­gi­ola. Anni 5 di reclu­sione con mesi 10 di segregazione.
  201. Dell’Amico Ernesto fu Gio­van­bat­tista, di anni 44 di Castag­nola. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  202. Dell’Amico Fed­erico fu Francesco, di anni 40, di Ber­gi­ola. Assolto.
  203. Dell’Amico Francesco, di Ber­gi­ola (Car­rara). Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  204. Dell’Amico Giuseppe di Bat­tista, di Ber­gi­ola. Anni 24 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  205. Dell’Amico Giuseppe di Michele, di anni 28, di Ber­gi­ola. Assolto.
  206. Dell’Amico Giuseppe di Pietro, di anni 33, di Ber­gi­ola. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con mesi 9 di segregazione.
  207. Dell’Amico Giuseppe di Domenico, di anni 25, di Ber­gi­ola. Assolto.
  208. Dell’Amico Nicola di Giuseppe, di anni 28, di Ber­gi­ola. Assolto.
  209. Devoti Francesco di anni 28, nato a Ortonovo e res­i­dente a Massa, con­tadino. Anni 1 e 6 mesi di segregazione.
  210. Di Beo Egisto di Fed­erico, di anni 37, guardiano fer­roviere a Vil­lafranca di Luni­giana. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  211. Dia­manti Alfonso nato a Sorgnano. Anni 1 e 3 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  212. Dia­manti Giuseppe nato a Sorgnano. Anni 1 e 3 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  213. Dolci Domenico di Gio­vanni, di Car­rara. Assolto
  214. Dolfi Domenico di Luigi, di anni 36, di Castag­nola, sega­tore a brac­cio. Anni 13 di reclu­sione con 26 mesi di seg­regazione e inter­dizione ai pub­blici uffici.
  215. Domenici Alfredo di Giuseppe, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  216. Dovic­chi Ugo di Giuseppe, di Livorno. Anni 14 di reclu­sione con 28 mesi di segregazione.
  217. Ducci Gio­vanni fu Alessan­dro, di anni 39, di Bedi­z­zano. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  218. Duchini Francesco di Gae­tano, di Pulica (Fos­di­novo). Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  219. Evan­ge­listi Francesco di Andrea, di Car­rara. Assolto.
  220. Fab­bri­cotti Egisto, di Mis­eglia. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  221. Fab­bri­cotti Leonildo fu Anto­nio, di Mis­eglia. Anni 4 di reclu­sione con8 mesi di segregazione
  222. Fag­gioni Attilio Bar­tolomeo di Francesco, di anni 27 nato a La Spezia, lat­toniere. Anni 2 (4 mesi di segregazione).
  223. Fan­toni Fer­di­nando fu Domenico, anni 29, di Castel­pog­gio, scalpellino. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  224. Farsetti Anto­nio di Paolo, di anni 28, di Bedi­z­zano. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  225. Fazzi Luigi di anni 35, nato a Massa, sarto. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  226. Fer­rari Augusto di anni 30, nato a Massa, mura­tore. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  227. Fer­rari Pel­le­grino di Domenico, di Ramiseto (Reg­gio Emilia). Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  228. Fer­rarini Giuseppe, di Car­rara. Giorni 20. Fer­retti Delmino di Mosè, di Car­rara. Assolto.
  229. Fial­dini Francesco di Pietro, di anni 41, nato a Massa, liz­za­tore. Anni 3 (16 mesi di segregazione)
  230. Figaia Michele fu San­tino, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  231. Figaia Natale fu Gio­vanni, di anni 33, di Bedi­z­zano. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  232. Figaia Pietro di Francesco, di anni 23, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  233. Figaia Sini­baldo di Euse­bio, di anni 24, di Bedi­z­zano. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  234. Filié Lorenzo di Angelo, di anni 41, di Pietrasanta, con­tadino. Assolto.
  235. Fini Agostino. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  236. Fini Augusto, di Torano. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  237. Fio­ra­vanti Gior­gio, di Codena. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  238. Fornari Francesco fu Giuseppe, di Piazza al Ser­chio (LU). Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  239. Fossa Giuseppe di Lorenzo, di anni 25, nato a Torino e domi­cil­iato a La Spezia. Anni 4 (8 mesi di segregazione).
  240. Fre­di­ani Anto­nio di Giuseppe, di anni 24, di Fos­sola, cava­tore. Assolto.
  241. Fusani Augusto fu Tommaso,di anni 24, di San Luca (Car­rara), cava­tore. Anni 25 di reclu­sione con 36 mesi di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  242. Fusani Giuseppe di Andrea, di anni 23, di Bonascola (Car­rara). Anni 8 e mesi 9 di reclu­sione con 15 mesi e 15 giorni di segregazione.
  243. Gabel­loni Gio­vanni fu Angelo, di anni 48, di Bedi­z­zano. Assolto.
  244. Gaeti Vir­gilio di Demetrio, di Fos­sola. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  245. Gagliardi Fer­di­nando, di Aulla. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  246. Galassi Argante di Domenico, di Car­rara. Assolto.
  247. Galenini Napoleone, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  248. Gal­leni Angelo di Pietro, di Pietrasanta, con­tadino. Assolto.
  249. Gal­leni Luigi di Giuseppe, di anni 25, di Pietrasanta, cava­tore. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di segregazione.
  250. Galli Alberto, di Forno (Massa). Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  251. Galli Giuseppe di Alessan­dro, di Codena. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione
  252. Gal­loni Angela fu Angelo (è l’unica donna proces­sata), di anni 60, di Antona, con­tad­ina. Mesi 8 di detenzione.
  253. Garella Giuseppe di Carlo, res­i­dente alla Raglia (Car­rara), cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di seg­regazione. Inter­dizione tem­po­ranea dai pub­blici uffici.
  254. Garella Mazz­ini di Carlo, res­i­dente alla Raglia, faleg­name. Mesi 18 di reclu­sione con 9 di seg­regazione. Inter­dizione tem­po­ranea dai pub­blici uffici.
  255. Garfagnini Gio­vanni di Anto­nio, di anni 20, nato a Fos­sola, cava­tore. Mesi 15 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  256. Gatti Vir­gilio di Domenico, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  257. Gat­tini Carlo di Pietro di anni 25, nato a Bedi­z­zano, assis­tente cava­tore. Anni 25 di reclu­sione con 3 anni di seg­regazione e pri­vazione dei diritti civili.
  258. Gat­tini Dia­mante di Giuseppe, di anni 32, cava­tore, di Car­rara. Anni 11 di reclu­sione con 3 anni di seg­regazione e inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  259. Gat­tini Gio­vanni di Pietro di anni 29, nato a Bedi­z­zano. Anni 4 con 8 mesi di seg­regazione e inter­dizione dei pub­blici uffici.
  260. Gat­tini Giuseppe di Pietro, di anni 32, di Codena. Anni 10 di reclu­sione con 40 mesi di segregazione.
  261. Gat­tini Pietro di Giuseppe di anni 25, nato a Bedi­z­zano. Anni 12 di reclu­sione con 3 anni di seg­regazione e inter­dizione dei pub­blici uffici.
  262. Gat­tini Ulderico di Giuseppe, di anni 32, di Codena. Anni 10 di reclu­sione con 40 mesi di segregazione.
  263. Gaz­zotti Fed­erico di Domenico, di Domenico. Assolto.
  264. Gen­nanti Raf­faele fu Andrea, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  265. Ger­mani Gio­vanni fu Paolo, di Massa. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  266. Ger­melli Pietro, di Mon­tig­noso. Assolto.
  267. Gher­ardi Pietro Guido di Luigi, di Ortonovo (SP). Anni 16 di reclu­sione con 32 mesi di segregazione.
  268. Gher­ardi Saulle di Francesco, di Ortonovo (SP). Anni 8 e 4 mesi di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  269. Ghio Primo fu Giuseppe. Anni 30 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  270. Giampi­etri Alessan­dro fu Giuseppe, di anni 21, di Fos­sola, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  271. Gian­franceschi Domenico fu Francesco, di Mon­tig­noso. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  272. Gianoli Alessan­dro fu Giuseppe, di Ortonovo (SP). Anni 14 di reclu­sione con 28 mesi di segregazione
  273. Gianoli Carlo di Domenico, di anni 22, di Ortonovo. Anni 3 e mesi 9 di reclu­sione con mesi 7 e giorni 15 di segregazione.
  274. Gigli Otta­viano fu Gio­vanni, di anni 40, nato a Bedi­z­zano, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con mesi 12 di segregazione
  275. Giorgi Eustac­chio fu Vin­cenzo, di Codena, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  276. Giorgi Fio­ra­vante di Gio­vanni, anni 20, di Codena, cava­tore. Assolto.
  277. Giorgi Laz­zaro fu Vin­cenzo, di Codena, cava­tore. Mesi 10 di reclu­sione di cui 6 in segregazione.
  278. Gio­vanelli Vin­cenzo di Raf­faello, diBedi­z­zano . Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  279. Giro­mini Raf­faele fu Gio­vanni, anni 40, di Castel­pog­gio, con­tadino. Anni 1 e 8 mesi di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  280. Gironi Amedeo di Ulderigo, di Car­rara. Assolto.
  281. Gironi Andrea, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  282. Giu­liani Gio­vanni nato a Sorgnano. Anni 2 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  283. Giusti Ric­cardo fu Eusta­chio, di Car­rara. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  284. Giusti Sil­vio di Francesco, di anni 26, nato a Ortola, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  285. Grassi Natale di Domenico, di anni 40, di Castel­n­uovo Magra. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  286. Graziani Augusto fu Giuseppe, di Mon­tig­noso. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  287. Guadagni Giuseppe di Anto­nio, di anni 27, di Frassina (Naz­zano). Fer­ito ad un brac­cio. Anni 12 di reclu­sione con mesi 24 di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  288. Guerra Carlo di Luigi, di anni 28, di Avenza, sboz­za­tore. Anni 5 di reclu­sione con mesi 10 di segregazione
  289. Guerra Vitale fu Anto­nio, di anni 34, di Avenza. Assolto.
  290. Guer­ri­eri Cesare fu Pasquale, di Ortonovo (SP). Assolto. Incerti Pietro fu Francesco, di Car­rara. Assolto.
  291. Inghi­rami Bat­tista, di Massa. Anni 2 di reclu­sione con 4 mesi di segregazione.
  292. Isola Sal­va­tore, nato a Viareg­gio. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  293. Landi Vene­rio di Vene­rio, di anni 24 nato a La Spezia, fab­bro. Anni 4 (8 mesi di segregazione).
  294. Larghi Alessan­dro di Pietro. Assolto.
  295. Lavagnini Giuseppe di Discoglio, di anni 22, di Ser­avezza (LU) e res­i­dente a Car­rara, cava­tore. Anni 16 di reclu­sione con 32 mesi di segregazione.
  296. Lavagnini Natale di Alessan­dro, di anni 26, di Car­rara, cava­tore. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  297. Laz­zarini Anto­nio di Pietro, di anni 25, di Sorgnano. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  298. Laz­zarini Ari­o­dante di Giuseppe, di anni 17, nato alla Raglia (Car­rara), faleg­name. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  299. Laz­zarini Enrico, di Fos­di­novo. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  300. Laz­zarotti Bat­tista di Gio­vanni, di Massa. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  301. Lazz­ini Bat­tista di Domenico, di anni 28, di Ripa, con­tadino. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  302. Laz­zoni Angelo fu Domenico, di anni 24, nato ad Alt­ag­nana, cava­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con mesi 7 di segregazione.
  303. Laz­zoni Gio­vanni fu Andrea, di anni 30, nato ad Alt­ag­nana, cava­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con mesi 7 di segregazione.
  304. Laz­zoni Lorenzo, nato ad Alt­ag­nana, pos­si­dente. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  305. Laz­zoni Mario fu Cor­rado, di Alt­ag­nana. Anni 30 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  306. Leonardi Pietro di Bat­tista, di anni 41, di Fiviz­zano, con­tadino. Anni 10 e 6 mesi di reclu­sione con 21 mesi di segregazione.
  307. Lic­ciani Gio­vanni figlio di ignoti, di Car­rara. Assolto.
  308. Lodati Luigi d’ignoti, nato a Massa il 06.09.1875. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  309. Lodovici Alessan­dro di Gio­vanni, di Torano (Car­rara). Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  310. Loli Anto­nio di Francesco, di Car­rara. Assolto.
  311. Lom­bardi Giuseppe di Vir­gilio, di anni 24, mura­tore, di Cavriago (RE). Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di segregazione.
  312. Lom­bar­dini Ubaldo fu Iacopo, anni 39, di Grag­nana, cava­tore. Assolto.
  313. Loren­zetti Anto­nio di Francesco, di anni 34, nato ad Alt­ag­nana, cava­tore. Anni 5 di reclu­sione con mesi 10 di segregazione.
  314. Lori Andrea di Giuseppe, di anni 34, di Fos­sola, cava­tore. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  315. Lori Giuseppe di Pietro, anni 32, di Fos­sola, cava­tore. Assolto.
  316. Maberini Francesco fu Carlo, di Ortonovo (SP). Anni 15 di reclu­sione con 30 mesi di segregazione.
  317. Mac­chioni Augusto fu Emanuele, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  318. Malagoli Andrea di Fer­di­nando, di anni 32, nato a Bedi­z­zano. Mesi 9 (45 giorni di segregazione).
  319. Malat­esta Beni­amino, di Fos­di­novo. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  320. Maneschi Francesco di Gio­vanni, anni 25, di Castel­pog­gio. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  321. Man­fredi Lorenzo fu Francesco, di anni 29, di Massa. Assolto.
  322. Man­nini Ernesto fu Carlo, di anni 20, nato ad Antona, cava­tore. Anni 10 di reclu­sione con mesi 20 di seg­regazione e l’interdizione per­petua dai pub­blici uffici.
  323. Man­nucci Giuseppe fu Pietro, di Noceto (Car­rara). Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  324. Maracci Raf­faele. Mesi 1 di reclusione.
  325. Marchi Ercole di Giuseppe, di anni 20, di Fos­sola, con­tadino. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  326. Mar­chini Edoardo di Giuseppe, di Fos­di­novo. Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  327. Mar­cucci Giuseppe di anni 33, nato a Car­rara. Assolto.
  328. Mar­cucci Luigi di anni 19, di Grag­nana. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  329. Mar­i­otti Adolfo di Alessan­dro, di anni 33, nato a Torano, negoziante di marmi. Mesi 10 di cui 6 di seg­regazione con­tinua e inter­dizione dei diritti civili.
  330. Mar­i­otti Fer­di­nando fu Angelo, di anni 20, cava­tore, di Avenza. Anni 3 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  331. Mar­i­otti Vir­ginio, di Car­rara. Mesi 3 di reclusione.
  332. Marselli Paolo di Francesco, di anni 25, di Fontia, con­tadino. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  333. Marselli Paolo di Giuseppe, di anni 26, di Fos­sone. Anni 13 di reclu­sione con 26 mesi di segregazione.
  334. Mar­tini Ernesto, di Fos­sola. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  335. Maz­zanti Carlo di Gio­vanni, di anni 31, nato a Bedi­z­zano, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  336. Maz­zanti Cesare di Laz­zaro, di anni 25, nato ad Alt­ag­nana, cava­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con mesi 7 di segregazione.
  337. Maz­zanti Francesco di Gio­vanni, di anni 25, di Bedi­z­zano. Anni 6 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  338. Maz­zanti Giuseppe fu Francesco, anni 39, di Bedi­z­zano. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  339. Maz­zanti Giuseppe di Gio­vanni, di anni 24, di Bedi­z­zano. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  340. Maz­zanti Oreste di Pietro, di Bedi­z­zano. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  341. Mazzei Gio­vanni, di Mon­tig­noso. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  342. Mazzei Giuseppe, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  343. Mazzei Pietro di Gio­vanni, di Mon­tig­noso. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  344. Maz­zoni Luigi di Giuseppe, di anni 23, di Avenza. Mesi 10 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  345. Maz­zoni Mario, di Naz­zano. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  346. Maz­zoni Romeo di Giuseppe, di anni 20, di Car­rara (Raglia). Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  347. Maz­zuc­chelli Luigi, di anni 20 e mezzo, scalpellino, di Car­rara. Anni 1, mesi 11 e giorni 10 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  348. Mec­cheri Natale fu Lorenzo, di anni 34, nato a Bedi­z­zano e domi­cil­iato a Car­rara, cava­tore. Anni 6 di reclu­sione con mesi 12 di segregazione.
  349. Men­car­aglia Emilio di Ernesto, di anni 39, nato a Ripa e domi­cil­iato a Bedi­z­zano. Mesi 6 di segregazione.
  350. Men­chini Francesco fu Angelo, di Massa. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  351. Men­coni Andrea fu Pietro, di anni 45, di Avenza. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  352. Men­coni Fer­di­nando di Bernardo, di anni 22, di Avenza. Anni 8 e mesi 9 di reclu­sione con 17 mesi e 5 giorni di segregazione.
  353. Men­coni Guglielmo di Luigi, di anni 16, di Avenza. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  354. Men­coni Luigi fu Giuseppe, di anni 30, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  355. Men­coni Luigi fu Giuseppe, di anni 53, di Avenza. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  356. Men­coni San­tino di Pietro, di anni 27, di Avenza. Fer­ito ad un piede. Anni 12 di reclu­sione con mesi 24 di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  357. Menghi Pietro di Carlo, di Noceto (Car­rara). Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  358. Menghi Carlo fu Costan­tino, di Noceto (Car­rara), di anni 56, da Noceto, cava­tore. Non luogo a procedere.
  359. Menghi Rizieri di Carlo, di Noceto (Car­rara). Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  360. Mer­ci­adri Giuseppe di Luigi, di anni 23, di Sorgnano, cava­tore. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  361. Merli Mas­simo (recidivo), cava­tore, di Car­rara. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  362. Mer­lini Alessan­dro di Bernardo, di anni 20, di Melara (Car­rara). Anni 8 e mesi 9 di reclu­sione con 17 mesi e giorni 15 mesi di segregazione.
  363. Mer­lini Emilio di Agostino, di anni 28, di Torano. Anni 14 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  364. Mich­e­loni Giuseppe di Domenico, anni 25, di Fos­sone, con­tadino. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  365. Mich­e­loni Pietro di Domenico, di anni 19, con­tadino, di Follo (SP). Anni 2 di reclu­sione e 4 mesi di segregazione.
  366. Miglior­ini Egidio fu Sisto, di Grag­nana. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  367. Mignani Gio­vanni, di Antona. Anni 3 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  368. Moisè Francesco di Michele, di Bedi­z­zano. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  369. Moisè Gia­como di Michele, di Bedi­z­zano. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  370. Molendi Gio­vanni di Andrea, di anni 28, di Pes­cia (PT). Mesi 5 di reclusione.
  371. Moli­nari Luigi, di Cesare, di anni 27, di Crema, res­i­dente a Man­tova. Al primo processo: anni 23 di reclu­sione con 3 di seg­regazione, inter­dizione dai pub­blici uffici. Con­danna al sec­ondo processo (in aggiunta) con l’aggravante di capo: anni 7 e mezzo di reclu­sione “inacer­bita” da 15 mesi di seg­regazione cel­lu­lare con­tinua; inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici e con­fisca dei beni.
  372. Mon­te­fiori Euge­nio fu Vin­cenzo, di Nicola (SP). Anni 12 di reclu­sione con 28 mesi di segregazione.
  373. Mon­te­fiori Fer­di­nando fu Vin­cenzo, di Nicola (SP). Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  374. Morelli Andrea di Ercole, anni 19, di Castel­pog­gio. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  375. Morelli Domenico di Giulio, di anni 22, di Ber­gi­ola. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con mesi 9 di segregazione.
  376. Morelli Ercole di Giulio, di anni 34, di Ber­gi­ola. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con mesi 7 e 3 giorni di segregazione.
  377. Morelli Giac­into di Alessio, anni 33, di Grag­nana. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  378. Moret­tini Giuseppe, di Fos­di­novo. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con 7 mesi di segregazione.
  379. Moscardi Andrea di Michele, di anni 20, di Avenza. Anni 4 e 2 mesi di reclu­sione con 8 mesi e 10 giorni di segregazione.
  380. Moscardi Gio­vanni di Michele, di anni 22, di Avenza. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  381. Moscardi Michele fu Anto­nio, di anni 50, di Avenza. Anni 4 e 2 mesi di reclu­sione con 8 mesi e 10 giorni di segregazione.
  382. Mosti Lorenzo fu Giuseppe, di anni 26nato a Massa, con­tadino. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  383. Murac­chi­oli Garib­aldo fu Angelo, di Car­rara. Assolto.
  384. Musetti Andrea fu Iacopo, di anni 39, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  385. Musetti David di Carlo, di anni 23, di Grag­nana, sarto. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  386. Musetti Francesco fu Iacopo, di anni 29, nato a Grag­nana, cava­tore. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  387. Musetti Gio­vanni di Bernardo, anni 47, di Grag­nana, cava­tore. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  388. Musetti Gio­vanni di Lorenzo, di anni 42, da Noceto, cava­tore. Non luogo a procedere.
  389. Musetti Giuseppe fu Francesco, anni 29, di Grag­nana, cava­tore. Anni 6 di reclu­sione con 1 anno di segregazione.
  390. Musetti Ovidio di anni 24, di Grag­nana. Assolto.
  391. Musetti Pietro di Michele, di anni 24, di Naz­zano, mura­tore. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di seg­regazione, inter­dizione dai pub­blici uffici.
  392. Musetti Vir­gilio di Angelo, di anni 35, nato a Fiviz­zano, bar­roc­ciaio. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di seg­regazione e inter­dizione dei diritti civili.
  393. Musetti Vit­to­rio di Bernardo, anni 34, di Grag­nana, cava­tore. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  394. Nac­chini David fu Vin­cenzo, di anni 28, di Torano. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  395. Nanni Alessan­dro, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  396. Nanni Alessio di Giulio, di anni 39, di Antona, con­tadino. Mesi 20 di reclusione.
  397. Neri Mar­tino di Francesco, di Stazzema (LU). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  398. Nic­col­ini Roberto di Felice, anni 26, di Castel­pog­gio. Anni 16 di reclu­sione con 32 mesi di segregazione.
  399. Nico­lai Napoleone di Giuseppe, di anni 30, da Noceto, cava­tore. Non luogo a procedere.
  400. Nobili (man­cano altre infor­mazioni). Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  401. Oligeri Pietro di Bat­tista, di Car­rara. Assolto.
  402. Orfan­otti Anto­nio di Samuele, di anni 25, cava­tore, di Car­rara. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  403. Orfan­otti Samuele fu Teren­zio, di anni 54, sega­tore, di Car­rara. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  404. Ori Alessio di Bat­tista, di anni 31, res­i­dente a Car­rara. Anni 8 e mesi 9 di reclu­sione con 17 mesi e 15 giorni di segregazione.
  405. Orlandi Pietro di Leopoldo, di anni 19, di Fos­sola, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  406. Orsini Cesare di Domenico, di anni 20, di Naz­zano. Assolto.
  407. Orsini Cesare di Achille, di anni 19, di San Cec­ca­rdo (Car­rara), cal­zo­laio. Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  408. Padula Francesco di Gas­paro, di anni 30, di Massa, mura­tore. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di segregazione.
  409. Paglia Costan­tino fu Luigi. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  410. Palamidessa Torquato fu Anto­nio, di anni 38, nato a Bres­cia e domi­cil­iato a Car­rara, for­naio. Mesi 10 di cui 6 di seg­regazione con­tinua e inter­dizione dei diritti civili.
  411. Paolini Anto­nio fu Gio­vanni, nato a Viareg­gio, di anni 35, cal­zo­laio. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  412. Par­odi Carlo fu Leopoldo, di Ortonovo (SP). Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione
  413. Par­odi Giuseppe fu Leopoldo, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  414. Pas­ciutti Carlo di Domenico, di Bedi­z­zano. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  415. Pedrelli Vit­to­rio di Terenzo, di anni 27, di Ortonovo (SP). Anni 9 e 7 mesi di reclu­sione con 19 mesi e 10 giorni di segregazione.
  416. Pedroni Giulio di Francesco, nato a Fos­sone di Avenza. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  417. Pedroni Giuseppe di Francesco, di anni 41, con­tadino, di Fontia. Anni 3 di reclu­sione e 6 mesi di segregazione.
  418. Pedroni Lodovico, nato a Fontia, di anni 40, con­tadino. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  419. Pedroni Luigi di Francesco, di Fontia. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  420. Pel­letti Giuseppe fu Giuseppe, di anni 26, di Massa. 1a con­danna: anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di seg­regazione. 2a con­danna: anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  421. Pel­lic­cia Lorenzo di Pietro, di anni 22, di Bedi­z­zano. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  422. Pel­lic­cia Uzziele di Pietro, di anni 29, nato a Bedi­z­zano, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  423. Pel­listri Aris­tide di Giuseppe. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  424. Pen­nucci Ercole di Pasquale, di Car­rara. Assolto.
  425. Peri Anto­nio di Francesco, anni 41, nato a Bigli­ola (Aulla), con­tadino. Assolto.
  426. Peri Michele fu Felice, di Fos­sone. Assolto.
  427. Perutelli Pietro di Andrea, anni 24, di Car­rara. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  428. Petreschi Gio­vanni di Paolo, di anni 35, di Bedi­z­zano. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con 7 mesi e 3 giorni di segregazione.
  429. Pezzica Gio­vanni, di Car­rara. 13 mesi di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  430. Pezzini Giuseppe di Gio­vanni, di anni 25, res­i­dente a Car­rara. 1a con­danna: anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di seg­regazione, pri­vato per 5 anni dei diritti civili. 2a con­danna: anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  431. Pic­cini Alessan­dro di Nicola, anni 25, di Avenza. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  432. Pic­ci­oli Ari­o­dante di Rai­mondo, di Grag­nana. Anni 2,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  433. Pietra Anto­nio di Raf­faele, di Savona. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  434. Pietra Cesare di Raf­faele, di Savona. Anni 12 di reclu­sione con 24 mesi di segregazione.
  435. Pietra Emilio Fio­ra­vante di Gia­como, di Ortonovo (SP). Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  436. Pinelli Luigi di Giro­lamo, di Car­rara. Assolto.
  437. Pisani Giuseppe di Luigi, di anni 18 e mezzo, nato ad Avenza. Assolto.
  438. Pizzini Rizieri fu Pietro. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  439. Poli Arturo, di Canevara. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  440. Poli Felice di Michele, di Car­rara. Assolto.
  441. Polini Iacopo, di Car­rara. Assolto.
  442. Pol­lina Primo di Gio­vanni, di Car­rara. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  443. Ponti Sec­ondo di Leopoldo, di Car­rara. Assolto.
  444. Pon­zanelli Raf­faele, anni 24, di Casano (Ortonovo-​SP), con­tadino. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  445. Pucci Furio di Iacopo, anni 23, di Car­rara, cava­tore. Assolto.
  446. Pun­telli Pietro fu Francesco, di anni 24, nato a Car­rara, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  447. Pun­toni Ezio di Gas­pare. Anni 30 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  448. Quadrelli Francesco di Egidio, nato ad Alt­ag­nana, di anni 26, cava­tore. Anni 11 e mezzo di reclu­sione con 23 mesi di segregazione.
  449. Quaretti Gio­vanni di Domenico, di anni 33, di Fos­sola. Mesi 1 di reclu­sione e 50 lire di multa.
  450. Quartieri Paolo di Pietro. Anni 5 con 10 mesi di segregazione.
  451. Raffo Carlo fu Emilio, di anni 32, nato a Mis­eglia, model­la­tore. Assolto.
  452. Raggi Domenico fu Giuseppe, anni 45, di Grag­nana, cava­tore. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  453. Ratti Andrea di Guer­rino, di anni 33, di Car­rara. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  454. Ratti Archimede di Achille. Assolto.
  455. Raverini Francesco, di Car­rara. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  456. Ricci Domenico, di anni 32, da Fucec­chio. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  457. Ricci Ernesto di Pietro, di anni 19, nato a Massa, cal­zo­laio. Mesi 10 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  458. Ricci Guglielmo fu Francesco, di Mis­eglia. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  459. Ricci Patrizio di anni 29, di Casette. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  460. Ric­cia­rdi Andrea, di Canevara. Anni 3 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  461. Rindi Oreste di anni 46, nato a Pisa e res­i­dente a Massa, sarto. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  462. Roc­chi Augusto di Giuseppe, anni 18, di Castel­pog­gio. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  463. Roc­chi Carlo nato a Fontia. Anni 1 e 6 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione
  464. Roc­chi Egisto fu Pietro, di anni 30, di Car­rara, lus­tra­tore. Anni 3 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  465. Roc­chi Giuseppe nato a Fontia. Anni 1 e 3 mesi di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  466. Roc­chi Luigi di Gio­vanni, anni 28, di Grag­nana, con­tadino. Anni 6 di reclu­sione con 1 anno di segregazione.
  467. Ros­setti Irmo di Gio­vanni, di anni 21, di Car­rara, commesso daziario. Anni 9 e 2 mesi di reclu­sione con 10 mesi e 10 giorni di segregazione.
  468. Rossi Andrea fu Cec­ca­rdo, anni 28, di Castel­pog­gio. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  469. Rossi Angelo di anni 26, nato a Massa, sarto. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  470. Rossi Bar­tolomeo fu Francesco, di anni 52, di Grag­nana. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con 7 mesi e 15 giorni di segregazione.
  471. Rossi Cleonte di Giuseppe, di anni 19, di Torano. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  472. Rossi Dante fu Giuseppe, anni 18, di Castel­pog­gio. Anni 3 e 9 mesi di reclu­sione con 7 mesi e 15 giorni di segregazione.
  473. Rossi Fed­erico fu Pietro, di anni 22, di Avenza, sarto. Anni 5 di reclu­sione con mesi 10 di segregazione.
  474. Rossi Garibaldi fu Francesco, di Grag­nana. Anni 30 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  475. Rossi Umene di Giuseppe, di anni 27, di Torano. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  476. Rossi Uri­ano fu Domenico, di anni 20, di Torano. Anni 6 di reclu­sione con 12 mesi di segregazione.
  477. Saba­tini Anto­nio, di Fos­sola. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici
  478. Saba­tini Ernesto di Anto­nio, di anni 19, di Fos­sola, cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  479. Saba­tini Euge­nio di Anto­nio, di anni 17, di Fos­sola, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  480. Salvetti Giuseppe fu Pietro, di anni 24, di Fos­sola, cam­panaio. Assolto.
  481. Sar­tini Francesco fu Domenico, di anni 44, di Massa. Mesi 10 di reclu­sione inacer­bita da 6 mesi di seg­regazione a datare dal giorno del suo arresto.
  482. Sar­tini Paolo di Domenico, di anni 28, di Massa. Assolto.
  483. Sarzanini Attilio di Giuseppe, anni 19, di Car­rara, cava­tore. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  484. Scav­ez­zoni Fer­di­nando di Giuseppe, di anni 20, di Avenza. Anni 10 di reclu­sione con 20 mesi di segregazione.
  485. Scivoli Carlo di Andrea, nato alla Raglia (Car­rara), di anni 21, car­ra­tore. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  486. Scivoli Ercole di Andrea, nato alla Raglia (Car­rara), di anni 27, cava­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con 7 mesi di segregazione.
  487. Scivoli Fer­di­nando di Andrea, anni 18, nato alla Raglia (Car­rara), cava­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  488. Scroglieri Andrea fu Anto­nio, da Mis­coso (Ramiseto – RE). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  489. Scroglieri Sante fu Anto­nio, anni 29, da Mis­coso (Ramiseto – RE), cava­tore. Assolto.
  490. Sec­chiari Achille, di Grag­nana. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  491. Sec­chiari Augusto di Gio­vanni, di Grag­nana. Mesi 18 di reclu­sione di cui 6 di segregazione.
  492. Sec­chiari Paolo di Achille, anni 29, di Grag­nana, pas­tore. Anni 18 di reclu­sione con 3 anni di segregazione.
  493. Sec­chiari Pietro di Gio­vanni, di Grag­nana. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  494. Sec­chiari San­tino di Achille, di anni 27, di Grag­nana. Mesi 13 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  495. Sec­chiari Sil­vio di Achille, anni 22, di Grag­nana, pas­tore. Anni 18 di reclu­sione con 3 anni di segregazione.
  496. Segalini Elmiro d’ignoti, di anni 25, di Car­rara, car­raio. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di segregazione.
  497. Serra Andrea di Fed­erico, anni 18, di San Cec­ca­rdo (Car­rara), facchino. Assolto per insuf­fi­cienza di indizi.
  498. Serri Augusto Aris­teo fu Giuseppe, di anni 19, di Torano. Anni 6 e 8 mesi di reclu­sione con 13 mesi e 10 giorni di segregazione.
  499. Sev­erini Nicola, di Mon­tig­noso. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  500. Sivieri Orazio fu Francesco, di anni 25, di Pis­toia, mura­tore. Anni 1 con 6 mesi di seg­regazione con­tinua e inter­dizione dei diritti civili.
  501. Sol­dati Anto­nio nato a Fos­sola. Anni 1 di reclu­sione con mesi 6 di segregazione.
  502. Spadoni Emilio di Pietro, di anni 18, di Car­rara, liz­za­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  503. Spadoni Giuseppe, di Fos­di­novo. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  504. Spadoni Pietro fu Sebas­tiano, di Car­rara. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  505. Spag­noli Andrea di Pietro, di anni 25, di Fos­sola. Fer­ito alla guan­cia. Anni 18 di reclu­sione con mesi 36 di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  506. Spag­noli Ernesto di Michele, di Mon­te­fior­ino (MO). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  507. Spag­noli Giuseppe di Francesco, anni 31, di Fos­sone. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  508. Sparano Attilio di Ciro, di anni 27, nato a Fos­di­novo e domi­cil­iato ad Avenza. Assolto.
  509. Sparano Carlo di Ciro, di anni 29, nato a Fos­di­novo e domi­cil­iato ad Avenza. Assolto.
  510. Ste­fani Ersilio di Domenico, nato a Castel­pog­gio, di anni 19, cava­tore. Anni 3 e mesi 9 di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  511. Ste­fani Felice di Andrea, anni 19, di Castel­pog­gio. Anni 5 di reclu­sione con 10 mesi di segregazione.
  512. Storti Romeo di Carlo, anni 18, di Car­rara, cal­zo­laio. Anni 2 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  513. Stravaroli Romeo fu Michele, di Bedi­z­zano. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  514. Strenta Adamo di Fer­di­nando, di anni 24, nato a Massa, lus­tra­tore. Anni 2 di reclu­sione con mesi 4 di segregazione.
  515. Strenta Anto­nio, di Massa. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  516. Strenta Cesare di anni 30, nato a Massa, cava­tore. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  517. Strenta Ercole di anni 27, di Massa, sarto. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  518. Tara­bella Ric­cardo di Celestino, di Ser­avezza (LU). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  519. Tara­bella Sil­vio di Anto­nio, di Car­rara. Assolto.
  520. Tavarelli Ari­o­dante di Anni­bale, anni 21, Fab­brica (Car­rara), fab­bro. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  521. Tavarelli Egisto, di Anni­bale, di anni 27, nato alla Fab­brica (Car­rara), cal­zo­laio. Anni 3 e mezzo di reclu­sione con 7 mesi di segregazione.
  522. Teggi Emilio fu Domenico, di Car­rara. Assolto.
  523. Ten­erani Francesco fu Sante, di Nicola (Ortonovo – SP). Anni 18 di reclu­sione con 36 mesi di segregazione.
  524. Teren­zoni Francesco di Pietro, di anni 29, di San Terenzo Monti. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  525. Tinco Francesco di anni 21, nato a Sarzana (SP), con­tadino. Mesi 6 di reclu­sione di cui 1 mese di segregazione.
  526. Tocci Pilade fu Andrea, di Livorno e domi­cil­iato a La Spezia, spedi­zion­iere fer­roviario ed edi­colante. Il Tri­bunale mil­itare si dichiara incom­pe­tente e decide il rin­vio alle autorità civili di Spezia.
  527. Tognini Achille di anni 28, stagnino, di Massa. Anni 1,5 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  528. Tog­noc­chi Arturo di Dante, di anni 32, nato a Massa, scalpellino. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  529. Tog­noc­chi Augusto di Anto­nio, di Pietrasanta (LU). Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  530. Tonarelli Pietro di Giuseppe, nato a Naz­zano, cava­tore. Anni 14 di reclu­sione con 36 mesi di seg­regazione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici.
  531. Tonelli Emanuele, di Mis­eglia. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  532. Tra­mon­tana Giuseppe fu Pietro, di Naz­zano. Assolto.
  533. Tra­versa Giuseppe di Pietro. Anni 20 di reclu­sione e inter­dizione per­petua dai pub­blici uffici. Contumace.
  534. Tra­versi Sil­vio fu Giuseppe, anni 23, da Car­rara, lus­tra­tore. Anni 11 di reclu­sione con 22 mesi di segregazione.
  535. Ulissi Pietro fu Francesco, anni 47, nato ad Orano, domi­cil­iato a Livorno e res­i­dente a Car­rara, mura­tore. Mesi 3
  536. Vaira Aldiviero di Castel­pog­gio. Anni 2 e 3 mesi di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  537. Vaira Ulderico di Castel­pog­gio. Anni 1 e mezzo di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  538. Vaira Umberto, di Castel­pog­gio. Man­cano ulte­ri­ori informazioni.
  539. Valsega Vit­to­rio di Giuseppe, di anni 33, della Raglia (Car­rara). Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  540. Van­nucci Lorenzo fu Gian­domenico, di anni 39, di Avenza, can­toniere della marmifera. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  541. Vat­teroni Angelo di Michele, di anni 18, di Avenza, car­ra­tore. Anni 16 di reclu­sione con mesi 32 di seg­regazione. Inter­dizione per­petua dei pub­blici uffici.
  542. Vat­teroni Anto­nio di Agostino, di anni 33, di Avenza. Anni 4 di reclu­sione con 8 mesi di segregazione.
  543. Vat­teroni Colombo di Gio­vacchino, di anni 25, di Avenza. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  544. Vat­teroni Michele fu Gio­vanni, di anni 51, di Avenza. Mesi 6 di reclu­sione e segregazione.
  545. Ven­turi Oreste di Pietro, anni 35, di Vinca (Fiviz­zano), liz­za­tore. Anni 3 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  546. Ven­turini Luigi di ignoti, anni 17, dimorante a Fos­sone. Anni 8 di reclu­sione con 16 mesi di segregazione.
  547. Vez­zani Gio­vanni di Domenico, anni 28, Car­rara, man­is­calco. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  548. Viola Anto­nio di Domenico, anni 27, di Pon­tec­i­mato, con­tadino. Anni 2 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione
  549. Vivoli Luigi, di Avenza. Assolto.
  550. Volpi Cesare di Giuseppe, anni 37, di Car­rara, mura­tore. Anni 1 di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  551. Zeni Paolo di anni 19, di Grag­nana. Anni 4 e mezzo di reclu­sione con 9 mesi di segregazione.
  552. Zeri Carlo fu Angelo, anni 20, da Car­rara, car­raio. Anni 2 e 1 mese di reclu­sione con 6 mesi di segregazione.
  553. Zucca Giuseppe, di anni 25, nato a Sarzana, cal­zo­laio. Anni 1,5 di carcer­azione con 6 mesi di segregazione.

IL BOM­BAR­DA­MENTO DEL NATALE 1944

LA STRAGE DI NATALE DELLANNO 1944

Alle 10,30 del 25 dicem­bre 1944 quat­tro cac­cia­bom­bardieri amer­i­cani, dopo aver effet­tuato due lenti giri di per­lus­trazione, si dispon­gono sopra le alture del Monte Fol­go­rito e come rapaci piom­bano su Mon­tig­noso scar­i­cando il loro arse­nale di morte sopra i cen­tri abi­tati di Vietina, Piazza, Borghetto, Gab­biano, Pal­men­zone, Serra ucci­dendo all’istante una quar­an­tina di per­sone e fer­en­done molte altre.

Ecco uno stral­cio della relazione di Don Giuseppe Vagli par­roco di Capanne: » … Eravamo sulla linea del fronte e spesso le can­nonate alleate face­vano vit­time fra la popo­lazione … I fer­iti più gravi veni­vano por­tati in un primo tempo all’ospedale di Car­rara ed in seguito nell’ospedale aperto nel sem­i­nario di Massa … Il dis­as­tro mag­giore è avvenuto nel giorno di Natale del 1944: in quel giorno morirono circa quar­anta per­sone e diverse altre rimasero ferite a causa di un bom­bar­da­mento aereo … In quell’anno la festa del Santo Natale era di lunedì … fu bom­bar­data la Piazza dove perdet­tero la vita 37 per­sone. Si erano rifu­giate in parte in un fos­sato che scende dall’Acquarella al Gab­biano ma invece di trovarvi la salvezza vi incon­trarono la morte per­ché le bombe cad­dero pro­prio lì. Dopo questo fatto la gente abban­donò defin­i­ti­va­mente la Piazza e si ritirò a Sant’Eustachio ed al Cerreto…».

Mon­tig­noso e il litorale visti dal Monte Fol­go­rito: Ai piedi delle colline si scorge la frazione di Piazza dove si è abbat­tuto il mag­gior numero di bombe e dove è avvenuta la strage di Natale

Stralci tratti dai ricordi di Rina Del Giu­dice, allora ven­tenne: » … La mat­tina di Natale si decise di andare alla Messa a Sant’Eustachio … Finita la Messa andammo sotto la per­gola della Bice che ci chi­amò e ci dette una fetta di pane fatto col tritello con un’acciuga … Quando fummo sulla piazza della fontana sen­timmo un rumore assor­dante, erano quat­tro apparec­chi che face­vano la pic­chi­ata sopra la nos­tra testa e sgan­cia­rono le bombe, una alla Serra nella piana della zia Gina, una sulla piazza di Mon­tig­noso, una in fondo alla chiesa di San Vito, le altre al Gab­biano … col mio babbo, lo zio Francé, Ercole e dei mass­esi sfol­lati andammo dove erano cadute le bombe. La scena era orri­bile. Com­in­ci­ammo a scav­are insieme ad altre per­sone … I morti furono tutti por­tati nel cimitero di Sant’Eustachio e sep­pel­liti in fosse comuni per­ché non c’era spazio. Furono poi tolti dopo la guerra e por­tati alle Capanne …»

LE VIT­TIME (con ricostruzione dei nuclei familiari)

Benassi Natalina (in Bra­coni) di Cesare, di anni 46 con la figlia Bra­coni Cesa­rina di anni 15;

Bertagna Adri­ano, di anni 36 con la moglie Morsetti Ida Iride di anni 37, i figli Clau­dio di anni 14, Mar­tina di anni 11, Adri­ana di anni 5, Rosa di giorni 4 e la mamma Benassi Rosa (vedova di Bertagna Emanuele) di anni 61;

Bruni Giu­liano di 16 mesi (di Raf­faello Orlindo e di Inghi­rami Leonilda) con la nonna Del Giu­dice Car­lotta di anni 74 (coni­u­gata con Bruni Gisberto);

Fer­rari Maria di Adelino di 27 anni con la figlia Francesconi Mar­cella di 2 anni e la madre Tener­ini Carmelinda di anni 47;

Francesconi Anna di anni 67;

Ghio Luigi Pietro di anni 58 con la moglie Antoni Vir­ginia Maria di anni 47;

Gian­franceschi Alberto di Andrea (par­ti­giano) di anni 55;

Gian­franceschi Natalina di anni 31, dece­duta il 12 gen­naio 1945 all’Ospedale di Carrara;

Guidi Lino (fu Pietro) di anni 47 con il figlio Piero di anni 8;

Guidi Vin­cenzo di anni 39, dece­duto il 16 gen­naio 1945 all’Ospedale di Carrara;

Lenzetti Euge­nio (fu Alberto e fu Gabrielli Erminia) di 54 anni con la moglie Bic­chieri Sofia di anni 47 ed i figli Maria di anni 12 e Pietro di anni 10;

Leonardi Mar­tina (di Fedele) di anni 46;

Micheli Vale­ria (di Duilio) di anni 22 con la figlia Maria Antoni­etta di mesi 8 e la madre Gian­franceschi Assunta di anni 45;

Orlandi Gio­vanni (fu Francesco) di anni 62;

Petracci Aze­lio Efi­sio (par­ti­giano) di anni 36 con la figlia Maria di anni 10, la moglie Del Giu­dice Alessan­dra di anni 36 e il suo­cero Del Giu­dice San­tuc­cio (coni­u­gato con Guidi Rosa) di anni 65;

Puc­cia­relli Edvige (coni­u­gata con Guidi Oreste) di anni 59;

Raf­faelli Angela di anni 40;

Tara­bella Abramo di anni 82.

A cura dell’ A.N.P.I. di Mon­tig­noso (ricerca ter­mi­nata il 30 gen­naio 2015)

La Battaglia del Monte Sagro. Alpi Apuane

24 Agosto 1944 — La Battaglia del Monte Sagro (Alpi Apuane)

Nella sec­onda metà dell’agosto 1944, in preparazione del con­sol­i­da­mento della Linea Got­ica, i tedeschi agli ordini del Feld­mares­ciallo Albert Kessel­ring ave­vano scate­nato un’offensiva sull’intera zona delle Alpi Apuane con il duplice obbi­et­tivo di ter­ror­iz­zare la popo­lazione civile e di dis­trug­gere le orga­niz­zazioni partigiane.

Il primo obbi­et­tivo era stato affidato ai nazisti delle «SS» gui­date da Wal­ter Reder cui si erano aggre­gate alcune truppe della Repub­blica Sociale (i fascisti delle Brigate Nere) allo scopo di far fug­gire la popo­lazione al di là dell’Appennino tosco emil­iano dopo che i ripetuti ordini di sfol­la­mento non ave­vano sor­tito l’effetto desiderato.

In quel mese di agosto, dopo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema per­pe­trata dalla 16° SS-​Panzergrenadier-​Division del gen­erale Max Simon, i nazisti si erano resi respon­s­abili di altri cri­m­ini nella provin­cia apuana tra i quali quelli di Bar­dine di San Terenzo, Valla, Vinca, Colon­nata e Bedi­z­zano.

La dis­ar­ti­co­lazione delle for­mazioni par­ti­giane era stata invece affi­data alla Wehrma­cht con l’ausilio di alcune for­mazioni “SS”. L’offensiva della Wehrma­cht — che aveva sfer­rato un grande ras­trel­la­mento su tutta la zona che da Sarzana si esten­deva fino al Monte Sagro — aveva ottenuto un impor­tante risul­tato allorché le for­mazione par­ti­giane della 2a Brigata Lunense erano state costrette a riti­rarsi verso le mon­tagne massesi.

Tut­tavia un’accanita resistenza da parte di un gruppo di par­ti­giani aveva imped­ito la dis­truzione dell’insieme delle for­mazioni partigiane.

Qui di seguito si riporta la cronaca di quell’episodio di resistenza nel rac­conto di uno dei pro­tag­o­nisti di quella che è ricor­data come “La Battaglia del Monte Sagro”

24 Agosto — Una lunga e calda gior­nata d’agosto (di Mauro Cucurnia)

Nell’agosto 1944 ci eravamo accam­pati al “Boscac­cio”, nelle vic­i­nanze della conca del Monte Sagro. Questo nuovo rifu­gio sem­brava darci mag­giori garanzie di fronte ad un improvviso attacco dei tedeschi. Il par­ti­gianato, per sua natura, non può avere né le carat­ter­is­tiche né la fun­zione di un esercito rego­lare, per­tanto non può fare una guerra di posizione, il suo com­pito speci­fico è quello del sab­o­tag­gio e dell’azione improvvisa: attac­care una caserma, un’autocolonna, un car­rar­mato, far saltare un ponte, tagliare cavi elet­trici e fili tele­fonici, mod­i­fi­care la seg­nalet­ica stradale per con­fondere i por­taor­dini e le truppe di occu­pazione, sparg­ere chiodi a tre punte per le strade, ecc.; insomma fare tutto ciò che può servire ad inde­bolire e dis­or­ga­niz­zare l’esercito inva­sore. Ogni azione deve essere com­pi­uta nel minor tempo pos­si­bile per riti­rarsi, poi, senza las­ciare trac­cia alcuna ed è per questi motivi che dove­vamo cam­biare spesso i rifugi e trasferirci con­tin­u­a­mente, con fati­cose marce not­turne, il più lon­tano pos­si­bile dalla base precedente.

Allora il “Boscac­cio” ci dava una certa garanzia in quanto vi ave­vamo potuto orga­niz­zare un effi­ciente servizio di guardia che ci per­me­t­teva di scorg­ere i tedeschi a qualche ora di mar­cia da noi. Non pas­sarono nem­meno 15 giorni dal nos­tro arrivo che, il mat­tino del 24 agosto, vedemmo venire verso di noi un folto gruppo di par­ti­giani. Dal loro modo di cam­minare capimmo che cer­ca­vano di allon­ta­narsi dalla zona, con una certa fretta. Ci pre­cipi­ta­mmo per sapere quello che accadeva, per­ché appari­vano come sban­dati. Veni­vano dalla nos­tra parte, carichi di vet­to­vaglie, di armi, zaini, perfino mat­erassi, in modo dis­or­di­nato. Si trat­tava dei com­po­nenti della for­mazione “Elio” che occu­pava l’altura nord della conca del Sagro; da quella posizione con­trolla­vano la piana di Cam­pocecina e il sen­tiero che veniva da Vinca. Ci dis­sero che erano stati avver­titi nelle prime ore del mat­tino, da alcuni mon­ta­nari, che nelle vic­i­nanze si trova­vano forti nuclei di “SS” tedesche, in movi­mento verso Cam­pocecina; così, sapendo di non poter resistere ad un attacco di quelle ben orga­niz­zate truppe, ave­vano deciso di abban­donare la posizione. A loro si erano uniti altri gruppi di par­ti­giani sban­dati, prove­ni­enti dalle mon­tagne della zona di Sarzana che per prime erano state inves­tite dal grande ras­trel­la­mento che doveva ter­minare nella zona del Sagro.

Appena venuti a conoscenza della situ­azione, facemmo un’immediata riu­nione, all’aperto; vi parte­ci­parono Andrea, il Com­mis­sario Politico della for­mazione Aldo Car­to­lari, Elio, Camo, Carmelo, alcuni par­ti­giani sarzanesi e altri, me com­preso, e fu deciso di non las­ciare la zona ma di andare ad attac­care i tedeschi nella piana di Cam­pocecina, con il propos­ito di resistere fino a quando non fosse scesa la notte. Con l’oscurità ci saremmo sgan­ciati dalla conca del Sagro, dove ormai si erano con­cen­trati vari par­ti­giani sban­dati da altre zone, fino a rag­giun­gere circa 200 unità. L’operazione sgan­ci­a­mento doveva avvenire come sem­pre di notte per non dar modo ai tedeschi di seguirci e di inflig­gerci gravi perdite. La situ­azione si pre­sen­tava molto dif­fi­cile e pericolosa.

Men­tre i vari gruppi si prepar­a­vano per lo sgan­ci­a­mento div­i­den­dosi il peso delle armi e delle scarse vet­to­vaglie, noi, una ventina di uomini armati tutti di armi auto­matiche ci accingevano a pren­dere posizione nella zona di Cam­pocecina. Arrivati al rifu­gio che Elio aveva abban­do­nato, scen­demmo ancora di un centi­naio di metri. Ci piaz­za­mmo dietro una grossa roc­cia sem­i­nascosta da pianti­celle cariche di verde, 4 o 5 metri al di sopra della piana di Cam­pocecina e lì aspet­tammo per circa un’ora. Intanto qual­cuno sospet­tava che i tedeschi non fos­sero diretti verso di noi. A quel punto proposi ad Elio di venire con me, ad accertare se vi fos­sero o non tedeschi, a che dis­tanza da noi e in che numero. Elio sollevò, con giusta ragione, alcune obiezioni soprat­tutto per­ché dove­vamo attra­ver­sare allo scop­erto Cam­pocecina per rag­giun­gere la col­lina che stava di fronte a noi. Sosteneva che i tedeschi pote­vano avere già occu­pato la posizione che noi dove­vamo rag­giun­gere e quindi, quando ci fos­simo trovati allo scop­erto, con facil­ità le “SS” ci avreb­bero bec­cato. Dopo un attimo di esi­tazione pen­sammo che il gioco val­eva la candela.

Par­timmo ed in un bat­ter d’occhio rag­giungemmo la col­lina dalla quale avvis­tammo, a 200 metri sotto di noi una lunga colonna di “SS” che si dirigeva verso la nos­tra posizione. Cor­remmo subito ad avver­tire gli altri. Al nos­tro rien­tro mi accorsi che man­ca­vano alcuni uomini e quando ci con­tammo eravamo una decina; il resto era rien­trato in seno al grosso, giù nella conca del Sagro. Un gio­vane mitragliere sarzanese piazzò il suo mitraglia­tore al cen­tro della grossa roc­cia e noi ci disponemmo metà alla sua sin­is­tra e metà alla sua destra.

Ora eravamo pronti per l’imboscata; ave­vamo con­trol­lato tutte le armi a nos­tra dis­po­sizione e, tolta la sicura, aspet­tavamo l’arrivo delle “SS”. Fu Guido Tedeschi (Betolino) che l’avvistò per primo e, sot­tovoce ci avvertì, indi­can­doci con la mano da direzione da cui proveni­vano. Ci apparve una lunga colonna di tedeschi gui­data da un uffi­ciale. Muti come pesci, cam­mi­na­vano a lenti passi da mon­tagna. Si avvic­i­na­vano sem­pre di più; ora li ave­vamo ad un centi­naio di metri; dis­tinguevo bene le lenti che l’ufficiale tedesco por­tava. Camo con­tin­u­ava a dirci che bisog­nava las­cia­rli avvic­inare ancora di qualche metro. Ma l’ufficiale che gui­dava la colonna sospettò qual­cosa; alzò la mano destra e i sol­dati si fer­marono; afferrò il bino­colo che por­tava al collo e incom­in­ciò a scrutare il ter­reno, pro­prio dove noi eravamo nascosti. Qual­cosa dovette vedere, nonos­tante la pro­tezione della roc­cia e del verde folto delle piante; bis­bigliò alcune parole, quindi alcuni sol­dati si but­tarono a terra impug­nando le armi. In quell’istante qual­cuno di noi gridò: “Fuoco!”. Le nos­tre armi si scari­carono quasi con­tem­po­ranea­mente sulla colonna dei tedeschi, alcuni di loro cad­dero e, con loro, vidi cadere anche l’ufficiale. La reazione dei sopravvis­suti fu imme­di­ata. Le gio­vani “SS”, urlando come fors­en­nate, rispon­de­vano alle nos­tre raf­fiche, strisciando sul ter­reno, verso di noi. Qual­cuno, per avan­zare più in fretta, osava perfino alzarsi in piedi. Noi con­tin­u­avamo a sparare, con­trol­lando abbas­tanza bene la situ­azione nonos­tante l’intensità delle pal­lot­tole che si abbat­te­vano sul nos­tro riparo.

Ad un tratto ci accorgemmo di essere semi­cir­con­dati: un’altra colonna di “SS”, prove­niente da Vinca, ci stava attac­cando sul fianco destro e, pro­prio ora che la situ­azione era diven­tata cat­a­strofica, il mitraglia­tore del sarzanese si inceppò. Non ci rimaneva che una via d’uscita; dove­vamo risalire il monte fino al rifu­gio di Elio e poi, giù per la scarpata, fino a rag­giun­gere il grosso, a sud della conca del Sagro. Fu nec­es­sario abban­donare la posizione ad uno ad uno, strisciando sul ter­reno rap­i­da­mente. Men­tre io rimanevo ancora qualche istante per pro­teggere la riti­rata, le pal­lot­tole arriva­vano tanto fitte da non poter nep­pure alzare la testa. Mi riti­rai strisciando per alcuni metri, poi mi alzai tenendo la testa e le spalle ricurve; cor­revo velo­ce­mente; sen­tivo fis­chiare le pal­lot­tole tanto da credere che arrivassero da tutte le parti; le foglie e i rami cade­vano innanzi a me come se il bosco si sfogliasse per un improvviso autunno.

Rag­giunsi il rifu­gio di Elio. Qui ritrovai il gruppo sfinito dalla fat­ica della corsa in salita; li invi­tai a ripren­dere la corsa e a get­tarsi giù per la scarpata, in quanto i tedeschi erano a poche decine di metri da noi. Ad un quarto d’ora di cam­mino si vedeva il nos­tro accam­pa­mento, un gran movi­mento di uomini e il fumo della cucina all’aperto. Il com­pagno cuciniere “Maz­zata” stava preparando qual­cosa da man­giare. Per ritar­dare l’inseguimento dei tedeschi sven­tagli­avo in mezzo al boschetto l’ultimo car­i­ca­tore rimas­tomi; poi con tutta la forza rimas­tami, giù all’inseguimento dei miei com­pagni. Ripresi alcuni di loro in fondo alla rip­ida discesa. I primi tedeschi ormai erano arrivati al rifu­gio di Elio e, da lì, con­tin­u­a­vano a raf­fi­carci con le machin-​pistole. Le pal­lot­tole rim­balza­vano sulle bianche scaglie di marmo, vicino ai nos­tri piedi. For­tuna volle che nes­suno di noi cadesse. Men­tre le “SS”, alla vista del nos­tro accam­pa­mento, si fer­ma­vano sulla cima, noi rien­trammo nel grosso, accolti a brac­cia aperte dai nos­tri com­pagni. Dalla posizione del sole vedemmo che dove­vano man­care ancora diverse ore prima che calasse la sera. Pas­sammo dalla cucina dove il com­pagno Maz­zata aveva las­ci­ato, per noi affamati, qualche pezzo di carne e del brodo. Intanto gruppi di par­ti­giani si trin­cer­a­vano lungo l’ultima scarpata a sud del Sagro.

I tedeschi ten­tarono più volte, durante le ultime ore di battaglia, di salire sulla cima del Sagro per poi mas­sacrarci sotto con tutto il peso delle loro armi. For­tuna che ave­vamo con noi, oltre a qualche fucile mitraglia­tore, una mitraglia pesante (o Fiat o Breda, non ricordo di che tipo) con la quale l’ex alpino Alfredo Arata (Coniglio) con­trollava ogni momento, impe­dendo loro di salire. Il sole intanto aveva com­in­ci­ato a scen­dere men­tre la battaglia infu­ri­ava; ora non si spar­ava più con le armi auto­matiche leg­gere; data la dis­tanza di 3400 metri ave­vamo abban­do­nato lo Sten, il mitra e la machin-​pistole e ognuno di noi – Vipera, il Torero, Ric­cardo, Brace, Pepé, Otello, Piter, Carlo Alber­tosi, Devis, Adelmo Opu­ra­tori, William, Alfredo Bruni, Dim­itri, il Bologna, Kid, Bill, il coman­dante Andrea, il vice­co­man­dante Camo, ‘l Stra­volt e tanti altri – spar­ava con i fucili o con i fucili mitragliatori.

Al calar della sera i tedeschi adop­er­arono i trac­cianti ma quando arrivarono loro i rin­forzi e inten­si­fi­carono il fuoco era già scesa intensa la notte. A grup­petti scen­demmo allora giù per i ravaneti. Alcuni par­ti­giani per andar giù senza intralci ave­vano abban­do­nato le armi e noi, che scen­demmo per ultimi, cer­cammo di recu­per­arle; non pote­vamo las­cia­rle dopo aver fatto tanta fat­ica e tanti sac­ri­fici per averle. Seppi in seguito che alcuni par­ti­giani come Pepé, Bruce, Bill, Coniglio, Otello, Kid e altri non ci ave­vano seguito ma erano rimasti nella conca del Sagro nascosti tra le rocce. I tedeschi poi si riti­rarono durante la notte e questi par­ti­giani ritornarono alle loro formazioni.

A mez­zan­otte circa attra­ver­sammo Colon­nata, ai piedi del Sagro; era dis­trutta. I tedeschi dopo averla depre­data l’avevano incen­di­ata e ancora bru­ci­ava come bru­ci­ava Bedi­z­zano. E bru­ci­ava anche Vinca, dove erano stati mas­sacrati quello stesso giorno, con grande fero­cia, gli abi­tanti inermi. Noi, per tutto il giorno impeg­nati a fron­teggiare i tedeschi e per man­canza di infor­mazioni a causa dell’insufficienza dei col­lega­menti, non ave­vamo saputo niente di queste stragi e non ave­vamo per­ciò potuto portare nes­sun aiuto a queste popolazioni.

Abban­do­nata Colon­nata ci dirigemmo verso il Vergheto, una local­ità boscosa, sem­pre nella zona di Car­rara. Dopo aver dis­posto i turni di guardia ci met­temmo a riposare, acco­v­ac­ciati sotto gli alberi. Il giorno dopo ripren­demmo la mar­cia e ci trasfer­immo nella zona più sicura di Antona, sopra Massa.

I nomi di battaglia citati nella nar­razione si riferiscono ai seguenti par­ti­giani tutti apparte­nenti alla for­mazione “Aldo Car­to­lari” conosci­uta anche come “la for­mazione degli aven­zini”:

Andrea, Giuseppe Antonini, il viareg­gino (di San Giu­liano Terme); Camo, Nino Anto­nio Casiglio (di Avenza); Pepé, Ermanno Luciani (di Avenza); Vipera, Enzo Petac­chi (di Avenza); Bruce, Ric­cardo Giromella (di Avenza); Kid, Giuseppe Botti (di Avenza); Otello (detto anche Bum-​Bum), Cesare Men­coni (di Avenza); Piter, Clau­dio Binelli (di Avenza); Dim­itri, Mario Cec­ca­relli (di Massa); Bologna, Eliano Bianchi (di Avenza); Bill, Adri­ano Loren­zini (di Avenza); Riccà e Torero erano due fratelli di Castag­nola rispet­ti­va­mente Ric­cardo e Luciano Puliti; ‘l Stra­volt, Loris Spadac­cini (di Avenza); Coniglio, Alfredo Arata (di Grag­nana); Maz­zata, Alberto Orsini (di Avenza); Betolino, Guido Tedeschi (di Avenza); Mor­gan, Mauro Cucur­nia (di Avenza); «“l Canut», Alfredo Bruni (di Avenza); Carlo Andrea Alber­tosi (vulgo Car­luc­cio) (di Avenza). Elio è Elio Wochiece­vich; la sua for­mazione rac­coglieva molti anar­chici e diversi slavi.

Antifascisti di Avenza (Massa Carrara)

Casel­lario politicoElenco dei nom­i­na­tivi seg­nalati dalla polizia polit­ica (OVRA)

ALBER­TOSI Francesco di Giuseppe, classe 1874, nato ad Avenza e res­i­dente Fos­sone. Anar­chico, Contadino

ALBER­TOSI Primo di Carlo e Simonini San­tina, classe 1903, nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Antifascista (Comu­nista), Muratore

Ques­tura di Apua­nia, anno 1937. Foto tessera del «sovver­sivo» Primo Alber­tosi di Avenza

ALIBANI Guido di Gio­vanni, classe 1892, nato ad Avenza, res­i­denza non indi­cata. Anar­chico, Caricatore

BARAT­TINI Gio­vanni Fed­erico di Angelo, classe 1878, nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, pro­fes­sione non indicata;

BAR­BASINI Oreste di Anto­nio, classe 1876, nato a Fiviz­zano (MS) e res­i­dente ad Avenza. Repub­bli­cano, Contadino

BAU­DAZZI Gio­vanni di Gio­van­bat­tista, classe 1861. Nato ad Avenza. Anar­chico, Cavatore

BEL­LE­GONI Edoardo di Domenico, classe 1851. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Cavatore

BERGAMINI Pietro di For­tu­nato, classe 1861. Nato a Car­rara e res­i­dente ad Avenza. Repub­bli­cano, Scultore

BERNACCA Ribelle Palamede di Adolfo, classe 1906. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Social­ista, Marmista

BERNAR­DINI Carlo di Andrea, classe 1877. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Fabbro

BERTAGNINI Alcide di Vir­gilio, classe 1894. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Comu­nista, Cavatore

BERTIERI Enrico di Can­dido, classe 1874. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Contadino

BERTOLONI Giuseppe di Angelo, classe 1899. Nato ad Avenza e res­i­dente a Viareg­gio. Repub­bli­cano, Scalpellino

BERTOLONI San­tino di Giuseppe, anno di nascita non indi­cato. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Caricatore

BIBBI Bruno di Domenico, classe 1901. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Meccanico

BILLI Alberto di Fer­ruc­cio, classe 1897. Nato a Mon­sum­mano (PT) e res­i­dente ad Avenza. Comu­nista, Calzolaio

BOR­DIGONI Pietro di Giulio, classe 1864. Nato a Car­rara e res­i­dente ad Avenza. Anar­chico, Scalpellino

BOTTI Vitale di Pietro, anno di nascita non indi­cato. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Cavatore

BRIG­ANTI Pasquale di Alfredo, classe 1902. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Repub­bli­cano, Commerciante

BRIZZI Bat­tista di Iacopo, classe 1848. Nato ad Avenza e res­i­denza non indi­cata. Antifascista, Cavatore

BRIZZI Giuseppe di Anto­nio, classe 1876. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Repub­bli­cano, Contadino

BRIZZI Pietro di Giuseppe, classe 1868. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Anar­chico, Segatore

BUSSINI Araldo di Pietro, classe 1902. Nato ad Avenza ed ivi res­i­dente. Antifascista, Lustratore

CAROZZI Arturo di Jacopo, classe 1877. Nato ad Avenza, res­i­denza non indi­cata. Anar­chico, Scalpellino

CAT­TANI Gino di Luigi, classe 1906 MS Avenza Antifascista Lucidatore

CEC­CA­RELLI Lean­dro di Francesco, classe 1868 Avenza MS Avenza Anar­chico Agente di cave

CELLA Carmelo di Ser­afino, classe 1906 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Verniciatore

CELLA Umberto di Ser­afino, classe1898 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Scalpellino

CIA­BAT­TARI Egisto di Euge­nio, classe 1882 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Marmista

COR­RI­ERI Arturo Italo di Giuseppe, classe 1875 Avenza MS Social­ista Cavatore

CORSI Fer­di­nando Ubaldo Carlo Giuseppe, classe 1892 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Segatore

CRUDELI Ste­fano di Edoardo, classe 1850 Avenza MS Avenza Anar­chico Caricatore

CUCUR­NIA Alberto Cec­ca­rdo, classe 1895 Avenza MS Anar­chico Cavatore

CUCUR­NIA Bernardo Carlo, classe 1857 Avenza MS Avenza Anar­chico Scalpellino

CUCUR­NIA Francesco Bat­tista, classe 1864 Avenza MS Avenza Anar­chico Contadino

CUCUR­NIA Ste­fano Domenico, classe 1872 Avenza MS Repub­bli­cano Calzolaio

DAZZI Fer­di­nando Francesco, classe 1892 Avenza MS Avenza Anar­chico Falegname

DE FIL­IPPI Giuseppe Andrea Domenico, classe 1894 Car­rara MS Avenza Anar­chico Segatore

DEL PADRONE Romano Angelo Domenico, classe 1870 Avenza MS Avenza Anar­chico Muratore

D’ESTE Andrea di Francesco, classe 1838 Fos­sola MS Avenza Anar­chico Bracciante

DONATI Enrico di Lodovico, classe 1869 Avenza MS Social­ista Ferroviere

FIASCHI Giuseppe di Lorenzo, classe 1868 MS Avenza Anar­chico Segatore

GABRIELLI Dario di Mas­simo, classe 1894 Car­rara MS Avenza Anar­chico Filista

GIAN­FRANCHI Giuseppe Anto­nio Domenico classe 1853 Avenza MS Avenza Anar­chico Vetturino

GIUNTA Luigi Bernardo, classe 1899 MS Avenza Antifascista Ragioniere

GRAP­POLI Luigi Francesco, classe 1879 Firenze FI Avenza Social­ista Ferroviere

GRASSI Giuseppe Costan­tino classe 1863 Avenza MS Avenza Anar­chico Contadino

GRASSI Pietro Costan­tino, classe 1866 Avenza MS Fornovo Anar­chico Contadino

GUADAGNI Giuseppe di Anto­nio , classe 1863 Avenza MS Avenza Anar­chico Cavatore

GUAS­TINI Umberto di Anto­nio , classe 1890 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Carrettiere

GUERRA Carlo di Luigi classe 1868 Avenza MS Avenza Anar­chico Sbozzatore

GUERRA Cesare di Pasquale classe 1882 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Segatore

LOLI Umb​.to Alfredo Attilio Giuseppe classe 1899 Avenza MS Mar­siglia Anar­chico Non indicato

LOREN­ZANI Bruno di Ignoto, classe 1913 Avenza MS Anar­chico Bracciante

LUCETTI Andrea di Fil­ippo, classe 1903 Avenza MS Avenza Anar­chico Scaricatore

LUCETTI Giuseppe di Fil­ippo, classe 1883 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Carrettiere

LUCETTI Ida di Fil­ippo, classe 1898 Avenza MS Avenza Anar­chico Casalinga

LUCIANI Renato Francesco Giuseppe classe 1893 MS Avenza Repub­bli­cano Segatore

MAGGI Dante Fer­di­nando Ste­fano , classe 1893 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Contadino

MAR­CHINI Oreste di Pasquale, classe 1874 Avenza MS Avenza Anar­chico Operaio

MAR­TIGNONI Giuseppe di Benedetto, classe 1864 Car­rara MS Avenza Social­ista Falegname

MAR­TINELLI Angelo di Giuseppe, classe 1881 Avenza MS Naz­zano Anar­chico Cavatore

MAT­TI­OLI Ever di Belis­ario, classe 1880 Todi PG Avenza Social­ista Stagnino

MEN­CONI Alessan­dro di Francesco, classe 1886 Avenza MS Avenza Anar­chico Non indicato

MEN­CONI Andrea di Pietro, classe 1849 Avenza MS Avenza Anar­chico Facchino

MEN­CONI Andrea Ugo Eumene Angelo , classe 1904 MS Avenza Repub­bli­cano Commerciante

MEN­CONI Bernardo Gia­como, classe 1873 Avenza MS Repub­bli­cano Calzolaio

MEN­CONI Camillo di Attilio , classe 1897 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Cmmrc. Marmi

MEN­CONI Carlo di Iacopo, classe 1866 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Scalpellino

MEN­CONI Clotilde di Francesco , classe 1895 Avenza MS Avenza Antifascista Sarta

MEN­CONI Cor­rado di Andrea , classe 1907 Avenza MS Avenza Antifascista Elettricista

MEN­CONI Fer­di­nando di Bernardo, classe 1871 Avenza MS Avenza Anar­chico Calzolaio

MEN­CONI Fer­di­nando di Attilio, classe 1902 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Panettiere

MEN­CONI Francesco di Angelo, classe 1900 MS Avenza Repub­bli­cano Meccanico

MEN­CONI Gino di Angelo, classe 1899 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano poi Comu­nista Dott in Scienze

MEN­CONI Giuseppe di Luigi, classe 1884 Avenza MS Repub­bli­cano Scalpellino

MEN­CONI Guglielmo di Andrea, classe 1889 Marina di Car­rara MS Avenza Social­ista Operaio

MEN­CONI Luigi di Anto­nio, classe 1907 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Impiegato

MEN­CONI Luigi di Giuseppe, classe 1863 Avenza MS Social­ista Bracciante

MEN­CONI Luigi di Giuseppe, classe 1842 Avenza MS Avenza Social­ista Segatore

MEN­CONI Luigi Dante di Pietro, classe 1900 Avenza MS Avenza Social­ista Marmista

MEN­CONI Nandino di Alfredo, classe 1911 Avenza MS Avenza Antifascista Scalpellino

MEN­CONI Pilade di Fer­di­nando, classe 1899 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Falegname

MEN­CONI San­tino di Pietro, classe 1866 Avenza MS Mar. di Massa Anar­chico Contadino

MON­TI­COLI Romeo di Alfredo classe 1884 Empoli FI Avenza Anar­chico Non indicato

ORLANDI Sil­vio di Bar­tolomeo, classe 1879 MS Avenza Anar­chico Carrettiere

PERUTELLI Archimede di Fil­ippo, classe 0 Avenza MS Avenza Social­ista Marmista

PETAC­CHI Aldino di Elia, classe 1916 Pon­tremoli MS Avenza Comu­nista Autista

PETAC­CHI Elia Carlo Alberto Francesco pater­nità non indi­cata, classe 1880 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Pensionato

PETAC­CHI Enzo Elia pater­nità non indi­cata, classe 1912 Livorno LI Avenza Anar­chico Marittimo

PIANINI Fil­ippo Giulio classe 1860 Avenza MS Anar­chico Cavatore

PIANINI Giuseppe Gio­vanni classe 1860 Avenza MS Anar­chico Cavatore

PIERUC­CINI Fer­di­nando Carlo classe 1898 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Commerciante

PIERUC­CINI Ivo Carlo , classe 1906 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Istitut.Bambini

PISANI Andreino Umberto , classe 1906 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Scapezzatore

PISANI Carmelo Cor­rado pater­nità non indi­cata, classe 1874 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Sbozzatore

PISANI Fer­di­nando Alessan­dro pater­nità non indi­cata, classe 1899 Avenza MS Repub­bli­cano Impiegato

PISANI Gino Ambro­gio Giuseppe Cor­into pater­nità non indi­cata, classe 1902 Avenza MS Repub­bli­cano Scalpellino

PISANI Pilade Cor­into Fed­erico classe 1881 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Scalpellino

PISANI Sec­ondo Anto­nio , classe 1912 Avenza MS Avenza Antifascista Scalpellino

PODESTA» Anni­bale Giuseppe , classe 1897 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Segatore

POLI Vin­cenzo Cesare classe 1899 MS Avenza Repub­bli­cano Industriale

PREZIOSI Teresa di Ignoto , classe 1878 Budrio BO Avenza Comu­nista Casalinga

PUC­CIA­RELLI Giulio Guido Gio­vanni classe 1904 Apua­nia MS Avenza Antifascista Lustratore

PUGLINI Oreste di Vit­to­rio classe 1896 Avenza MS Anar­chico Cavatore

RAFFO Gis­berto di Andrea 1879 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Ornatista

RAGAGLINI Umberto Garibaldi Fer­di­nando 1883 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Scalpellino

RAGAGLINI Colombo Fer­di­nando 1882 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Marmista

RAGGI Pietro Armando 1875 MS Avenza Social­ista Cavatore

RIC­CIA­RDI Francesco di Gio­vanni 1871 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Scalpellino

ROSSI Fed­erico Pietro 1872 Avenza MS Avenza Social­ista Sarto

ROSSI Oreste Domenico 1864 Pon­tec­i­mato MS Avenza Anar­chico Cavatore

SAN­ZANI Mar­i­ano Gio­vacchino 1884 Roma RM Avenza Repub­bli­cano Ferroviere

SCAV­EZ­ZONE Fer­di­nando di Giuseppe 1873 Avenza MS Avenza Anar­chico Scalpellino

SCOPSI Amil­care Gio­vanni Domenico 1888 Avenza MS Anar­chico Scapezzatore

SEP­PIA Ottorino di David 1881 Avenza MS Avenza Social­ista Ferroviere

SPARANO Ciro Andrea Carlo Attilio 1898 Car­rara MS Avenza Repub­bli­cano Filista

SPARANO Carlo Ciro 1865 Fos­di­novo MS Avenza Repub­bli­cano Modellatore

SQUAS­SONI Luigi Pasquale 1865 Avenza MS Anar­chico Scalpellino

STRENTA Almo di Cesare 1896 MS Avenza Anar­chico Lustratore

STRENTA Vit­to­rio Umberto Fer­di­nando 1896 Avenza MS Social­ista Marittimo

TOGNINI Gio­vanni di Ignoto 1891 Avenza MS Repub­bli­cano Lustratore

TOGNINI Pietro Domenico 1864 Avenza MS Avenza Anar­chico Muratore

TOM­MASINI Rizieri Giuseppe 1883 MS Avenza Anar­chico Muratore

TRA­VERSA Giuseppe Pietro 1850 Avenza MS Avenza Anar­chico Carrettiere

VAN­NUCCI Lorenzo Gio­van­domenico 1855 S.Maria Colle PI Avenza Anar­chico Ferroviere

VAT­TERONI Orlando Fer­di­nando Fer­di­nando 1882 Avenza MS Mar.di Car­rara Social­ista Marmista

VAT­TERONI Colombo di Gioacchino 1869 Avenza MS Avenza Anar­chico Scalpellino

VAT­TERONI Gino di Fer­di­nando 1907 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Barbiere

VAT­TERONI Umberto Giuseppe Carlo 1897 Car­rara MS Avenza Anar­chico Stagnino

VAT­TERONI Amedeo di Michele 1893 Avenza MS Avenza Social­ista Marmista

VAT­TERONI Elvino di Fer­di­nando 1883 MS Avenza Repub­bli­cano Fabbro

VAT­TERONI Archimede di Fer­di­nando 1893 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Falegname

VAT­TERONI Anto­nio di Agostino 1861 Avenza MS Avenza Anar­chico Scalpellino

VAT­TERONI Nello di Carlo 1894 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Segatore

VAT­TERONI Dante Fer­di­nando di Carlo 1888 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Carrettiere

VAT­TERONI Gino di Fer­di­nando 1902 Avenza MS Avenza Antifascista Marmista

ZANETTI Fer­di­nando di Andrea 1870 Avenza MS Avenza Repub­bli­cano Macellaio

ZANETTI Cesare di Angelo 1857 Avenza MS Avenza Anar­chico Bracciante

ZANETTI Guglielmo di Bernardo 1900 Avenza MS Avenza Anar­chico Marmista